venerdì 20 novembre 2015

Il mio senso della bellezza

La bellezza...
In molti pensano che sia per pochi, superflua, un accessorio da fine settimana, appannaggio dei ricchi, degli artisti, di un mondo a cinque stelle.
Credo che la bellezza sia indispensabile, al pari del cibo, dell'acqua, dell'aria.
In tanti vedono la bellezza negli oggetti di design, nelle modelle perfette, nei vestiti firmati, e se ne sentono privati se non riescono ad vere accesso a questi beni. Se un giorno mettessero musica nelle orecchie e uscissero a camminare nella natura, sotto il sole, in una giornata fredda e invernale, scoprirebbero tocchi leggeri, quasi inconsistenti di bellezza.
La bellezza vera non si ferma agli occhi, al pensiero, alle interpretazioni; il senso della bellezza scende tra lo stomaco e la pancia, un senso di pienezza.
Io scopro la bellezza nei dettagli che si insinuano nella quotidianità: il coraggio di alcuni di fronte ai cambiamenti, un oggetto del passato che riprenda vita , la dignità di certi, la forza delle donne, il silenzio della mattina, le parole taglienti di quei pochi che dicono la verità.
Mi difendo dal brutto, dal preconfezionato, dalle cretinate della pubblicità, dalle parole dei politici, dai luoghi comuni, dalle credenze mortificanti.
Non pensate di stare in compagnia a scoprire la bellezza: per i più state solo perdendo tempo.    

Letizia

Leggi anche:
il mio senso dell'abbondanza

mercoledì 18 novembre 2015

Fusilli integrali al pesto di barbabietola

Utilizzare il pesto per condire la pasta ha molti vantaggi: spesso è sufficiente inserire tutti gli ingredienti nel mixer ed in due minuti si ottiene del condimento per la pasta, da spalmare anche sul pane fresco se si preferisce, o da gustare insieme a del formaggio o a delle verdure crude. E' un modo per far mangiare la verdura ai bambini senza che se ne accorgano, oltre che un modo per aumentare il consumo di semi oleosi ( pinoli, noci, mandorle, pistacchi, semi di zucca...).   


Avevo già preparato questa salsa per il cenone del 31 dicembre 2014, quasi un anno fà (leggi il post).
Questa volta ho apportato alcune varianti e utilizzato la salsa per condire dei fusilli integrali.
Ecco il procedimento per il pesto di Barbabietola:
frullare nel mixer 200 gr di barbabietola precotta, 100 gr di ceci cotti, il succo di mezzo limone, mezzo spicchio di aglio, mezzo cucciaino di curry, olio di oliva sufficiente a dare consistenza.
Se vuoi avere altre idee su come condire velocemente la pasta, o avere una salsa sempre pronta da spalmare leggi:
pesto pecorino e mandorle
il pesto in 5 modi diversi


Letizia

martedì 17 novembre 2015

Tortine per la colazione

"Un croissant così grande non l'ho mai vista in vita mia!"
Così ha esclamato uno dei miei figli seduto ad un piccolo tavolo rotondo, in un Bistrot parigino, in una calda serata di giugno. Seduto vicino a noi un Vero Signore Parigino: sigaretta, un libro, un quotidiano stropicciato sul tavolo, un caffè, con gli occhi ora sulla lettura, ora sui passanti...
questa è una delle immagini di Parigi che ho nel cuore.
Così come la Vera Ragazza Parigina, entrata di corsa sul metrò mentre le porte si stavano chiudendo, con la frangia scompigliata dalla corsa e il caschetto perfetto, una sciarpa arancio intorno al collo magro e quello sguardo fiero e affascinante che solo le francesi ricevono in dono dalla nascita.
E il Ragazzo di Parigi, con i suoi profondi occhi scuri e i riccioli sulla fronte che fa l'occhiolino ad uno dei miei bambini. Chissà...spaccati di vita quotidiana...che stanno tentando di toglierci...   


Ingredienti:
100 gr di farina
100 gr di farina integrale
30 gr di amido di riso
150 gr di zucchero integrale
100 ml di olio di semi bio
un pizzico di sale
180 ml di latte di riso
Amalgamare in due ciotole separate gli ingredienti secchi e liquidi.
Unirli e mescolare bene fino ad avere un composto liscio ed omogeneo.
Versare l'impasto nei pirottini o nella teglia da muffin con la carta forno e cuocere 20 minuti a 180°.
Ricetta di ispirazione dal mensile WEVEG.

Letizia

mercoledì 11 novembre 2015

Arista ai sapori di Toscana (con salsa di mele e salsa autunnale di cachi): menu completo per una cena alle soglie dell'inverno

Ingredienti
1 pezzo di arista
10-15 foglie di salvia e tre rametti di rosmarino
1 aglio
olio di oliva
sale e pepe
Procedimento
Preparare il trito di salvia rosmarino e aglio.
Praticare nella carne, con un coltello bel affilato e appuntito, 4-5 tagli stretti e profondi, riempirli con il trito aromatico pressando bene con le dita.
Cospargere tutta l'arista con olio di oliva, sale e massaggiare in modo che si insaporisca bene.
Legare l'arista con lo spago da cucina.
Cospargere tutta la superficie della carne con il restante trito aromatico. Passare ancora un filo di olio e infornare. Qui sta il segreto: la carne deve cuocere lentamente, direi almeno 2 ore e mezzo, tre a 120 gradi. E' l'unico modo per renderla tenera. Girare l'arista a metà cottura.




Cucinare questo arrosto, in onore di alcuni amici che ci avrebbero raggiunto a cena per trascorrere un sabato sera insieme, è stato un evento in casa. Se n'è parlato nei giorni precedenti: su come cucinarla, i segreti dello zio per renderla morbida, i suggerimenti delle nonne, organizzarsi per andare in campagna a cogliere le erbe aromatiche, cercare in internet i segreti della preparazione .
Poi naturalmente ho fatto parecchio a modo mio, senza tradire le indicazioni del Petroni (leggete i suoi libri se volete imparare la vera cucina toscana).
Cucinare carne come una festa: così si usava nelle famiglie contadine in Toscana. Mangiare carne era un fatto raro, così preziosa da riservarla ai festeggiamenti. Riprendere questa tradizione, aiuta a consumare meno carne, a considerare quante risorse si utilizzano per realizzare una bistecca o un pezzo di arista. Sceglierla, dosarla, cucinarla deve diventare un gesto importante. Le fettine buttate lì in padella, che non c'è tempo per cucinare altro, mi fa un po' tristezza (anche se purtoppo capita anche a me, raramente, ma capita), un semplice gesto che forse tende ad alimentare un consumo di carne poco consapevole.
Scegliere un'occasione per cucinare della buona carne, di provenienza certa, lentamente, da offrire e condividere, è un gesto di semplice abbondanza. Con questo rimango della mia idea: mangiare troppa carne fa male e l'allevamento resta una delle maggiori cause di inquinamento ambientale.

Per accompagnare l'arrosto, patate al forno al profumo di timo, insalata dell'orto con erba cipollina.    
Ho preparato due salse per insaporire la carne.
Salsa di cachi autunnale
frullare 2 cachi con una manciata di mandorle, il succo di un quarto di limone, 1 cucchiaino di zucchero di canna, un pizzico di zenzero, un pizzico di cannella, un pizzico di peperoncino, un cucchiaino di paprica, olio e sale q.b.
Salsa di mele
far appassire in poca acqua una o due mele, mezza cipolla bianca, con un cucchiaino di aceto. Frullare e aggiustare di sale e olio. 
Vuoi sapere del menu completo?
Aperitivo con prosecco e anacardi.
Antipasto: fett'unta con olio nuovo (fette di pane passato al forno per renderle croccanti, insaporite poi con aglio e un filo di olio di oliva).    
Primo: pasta con sugo di noci (raccolte direttamente ai piedi di un imponente albero) e pancetta (che non mangiavamo da mesi!). Frullare nel mixer una manciata di noci (circa una quindicina di gherigli), 70/80 gr di parmigiano e un filo di olio. Frullare finchè le noci non iniziano a buttar fuori un po' della loro parte oleosa. Il risultato è un composto abbastanza compatto. A questo punto trasferire tutto in una padella con un pò di olio e lasciare sciogliere il composto aggiungendo a poco a poco acqua calda finchè non diventa una salsa cremosa. Scolare la pasta e saltarla in padella con la salsa di noci e la pancetta tagliata a dadini e precedentemente fatta dorare in padella con un filo di olio.

Utilizzando prodotti di stagione e creando con gli ingredienti che si hanno a disposizione si può preparare una cena semplicemente abbondante e gustosa, spendendo veramente pochi euro.

Letizia

lunedì 9 novembre 2015

Ricetta della Torta al cioccolato senza uova e senza burro

Si può fare una torta di cioccolato golosa senza burro nè uova?
Certo che si può!
La ricetta che vi posto è tratta dal mensile WEVEG e rielaborata a modo mio.
Ingredienti della Torta al cioccolato
75 gr di farina integrale
75 gr di fecola di patate
50 gr di cacao in polvere
100 gr di zucchero di canna integarle
un pizzico di sale
mezza bustina di lievito per dolci bio
50 ml di olio di semi
200 ml di latte vegetale ( o latte vaccino se non siete vegetariani come me, ma vi assicuro che con il latte di riso la torta è venuta buonissima)


Procedimento
Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi: in un'altra ciotola emulsionate l'olio il latte e il pizzico di sale.
A questo punto unire gli ingredienti liquidi ai secchi e sbattere bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versate l'impasto in una tortiera con diametro circa 20 cm rivestita di carta forno.
In forno a 180 gradi per 30 minuti.  


Preparare questa torta di cioccolato mi ha fatto pensare al Natale. L'attesa qui è gia iniziata! I primi madarini, gli acquisti rinviati perchè diventino coccole natalizie, il ciclamino bianco sul balcone accanto ai grandi vasi di timo e basilico. Quest'anno cosa desidero da Babbo Natale?
Una bici di quelle comode con il cestino di vimini per dimenticare per sempre di utilizzare la macchina in città? (in effetti rinunciando alla carta di credito e non prendendo più il caffè in cialde la mattina a lavoro, ho recuperato circa 100 euro, giuste giuste per una bici con il cestino in vimini, da riempire di pane, frutta e verdura). Un abbonamento per il cinema, che tutti i fine settimana mi imbambolo davanti alle locandine dei film in programmazione...Un massaggio che mi rilassi fino al punto di addormentarmi.
E poi vorrei ricevere in dono la nobiltà d'animo, quella vera, il buon senso di piantarla quando non è proprio il caso, l'autorevolezza da donna adulta, il senso dell'umorismo, di cui sono assolutamente sprovvista, la chiarezza nell'esprimere i bisogni, l'arte di mantenere il proprio centro senza perdersi nel punto di vista degli altri...Caro Babbo Natale...lo sò ho chiesto troppo...basta anche meno...   
Per altre ricette di Torta al Cioccolato

Letizia

domenica 8 novembre 2015

Inizia Novembre con Pesto pecorino a mandorle

Il mio basilico, ad inizio novembre, continua a crescere: ancora spuntano delle piccole gemme.
Non so spiegarmi il miarcolo: è la prima volta anche per me. Di solito a metà luglio le mie piante erano già secche. Ma quest'anno, con alcuni accorgimenti (leggi questo post), ce l'abbiamo fatta.
La scorsa settimana ho spostato i vasi in un angolo del terrazzo più riparato e dove batte il sole. Vediamo ancora quanto resisterà. 
Spero di posticipare il momento di dirgli addio agli inizi di dicembre per sancire in modo ufficiale l'arrivo dell'inverno. Sto ancora preparando vasetti di pesto: questa volta al posto del parmigiano ho utilizzato del pecorino toscano (prodotto a pochi chilometri da casa mia) e delle mandorle, meno costose dei pinoli. 

Il pesto è una speciale soluzione per i pranzi durante la settimana quando c'è solo il tempo di far bollire l'acqua per la pasta : per avere altre idee leggi questo post dedicato  5 pesti per 5 pasti.


Se poi siete vegani ecco una vesrione del pesto "a modo mio": una manciata di basilico, olio extra vergine di olive, un pugno di mandorle o pinoli, due pomodorini se è stagione, oppure due pomodori secchi (in questo caso se utilizziamo i pomodori secchi sott'olio diminuire la quantità di olio per emulsionare la salsa) 1-2 cucchiai di pangrattato al posto del parmigiano, due olive nere, un pizzico di sale).


venerdì 6 novembre 2015

L'autunno e il mio senso di "abbondanza"


Un senso di abbondanza
Provo un senso pieno di abbondanza e di ricchezza:
  • quando a cena, in tavola, c'è cibo buono preparato con cura e attenzione, risate con le lacrime agli occhi, bicchieri spaiati che quelli nuovi li porta babbo natale...e così sia;
  • quando apro l'armadio e riesco a vestirmi come voglio io, con quello che ho;
  • se improvviso una cena tra amici con gli ingredienti che ho in dispensa, che l'importante non è fare bella figura ma far sentire i propri ospiti coccolati e accolti, dopo una settimana di lavoro;
  • quando la mattina presto, in terrazza, avvolta nella mantella di lana, bevo la prima tazza di caffè della giornata e guardo le mie piante, sempre le stesse da anni;
  • ora che nella mia fruttiera di cristallo ho le noci colte direttamente dall'albero, i pomi e le melagrane;
  • se faccio le cose lentamente, perchè ho imparato che anche quando si ha fretta, rallentando, il tempo raddoppia.
Mi sento povera ed arida:
  • quando non riesco a trasmettere agli altri la passione e l'impegno nel far bene le cose, che spesso mi scambiano per la secchiona di turno;
  • se mi paragono agli altri;
  • quando penso che i sogni riescono ad avverarsi solo per pochi;
  • quelle volte in cui ho la sensazione che altri abbiano il controllo delle mie scelte;
  • quando mi dimentico di quanto ho già e mi perdo in ciò che vorrei avere.


I doni della natura in autunno portano abbondanza...

Letizia