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mercoledì 12 aprile 2017

Cultura gratis in sei semplici mosse

Una donna di cultura è una donna elegante. La cultura può essere sobria, non ostentata? Si può essere intellettualmente Frugal Chic? Certo che si può.
Vivere con frugale eleganza non ha come fine ultimo il risparmio, ma attiene prevalentemente ad uno stile di vita sobrio e al contempo stiloso e moderno. Anche in campo culturale richiede un cambiamento nelle abitudini ormai consolidate, indirizzato verso comportamenti più sobri, pur rimanendo pienamente inseriti nel contesto sociale in cui si vive. Ne guadagna la creatività, imparando ad informarsi in modo alternativo per scoprire nuovi posti da visitare o vivere esperienze inusuali.


L'accesso alla cultura è sicuramente più democratico oggi rispetto ad un decennio fa. Grazie ad internet, la platea delle persone interressate e curiose si è allargata. Le amministrazioni locali sono più sensibili e l'intrattenimento cuturale è una parte importante dei programmi per le città. Immergersi ogni giorno nell'arte, nella musica, nelle letture, rende infinitamente ricchi e si può essere culturalmente curiosi ed appagare tale curiosità, praticamente a costo zero. Quindi sfruttiamo queste opportunità che ci vengono offerte e che paghiamo con le nostre tasse.

Musica 
Ascolto musica ogni giorno, tutte le volte che è possibile, anche ora mentre sto scrivendo. La radio sul bancone della mia cucina è sempre accesa: cucino, pulisco, “aggeggio” in casa con in sottofondo la radio. Ci sono programmi di musica classica, di blues, solo musica italiana, funky, jazz e permette di spaziare liberamente da un genere all'altro. Che la musica sia colonna sonora della nostra vita. 

Compro solo pochi selezionati cd. In città vengono organizzati concerti ad ingresso libero.

Adoro ascoltare i concerti di musica classica in chiesa, spesso suonata da artisti locali: supportarli nella loro arte è fonte di soddisfazione. Aprirsi ai programmi musicali proposti, anche inusuali per i nostri gusti. Questa estate ho assistito al concerto gratuito che il maestro Nicola Piovani ha tenuto a Festambiente: i miei figli, che ascoltano Rovazzi e Fedez, ne sono rimasti incantati. 
L'unico sforzo da fare è essere costantemente informati, drizzare le antenne per cogliere tutte le possibilità che ci vengono proposte.

Cinema 
Il secondo mercoledì del mese si va al cinema con due euro. Ditemi che non è una opportunità da cogliere al volo. Ci sono poi le rassegne, durante la settimana, che propongono pacchetti di 4 o 5 film a non più di dieci euro. Chi non ne approfitta non ha scuse. Basta che non si lamenti.

Musei e siti archeologici 
Ogni prima domenica del mese i musei statali sono gratis, non dico altro.

Librerie e biblioteche
Ho scoperto da poco quanto è bello, divertente, interessante partecipare alla presentazione dei libri da parte dell'autore. Spesso poi non acquisto il libro presentato, ma prendo spunto per andare in biblioteca a ricercare le opere precedenti e poi scegliere se acquistare.La scorsa settimana ho partecipato ad una rassegna dove si intrecciava scrittura e jazz, parole e musica, con interventi dal vivo di sax e clarinetto. 

Mercati ortofrutticoli del sabato mattina
Sono una miniera di idee di cultura enogastronomica: mi piace concentrarmi ogni volta su un cibo particolare, un tipo di formaggio, una spezia, un aroma, senza fare grandi spese: un solo prodotto su cui costruire il pranzo del sabato.

Associazioni culturali
Seguire le attività delle associazioni culturali della nostra città, ci permette di stare in contatto con ciò che si muove sul nostro territorio. Iscriversi alle newsletters, diventarne soci per sostenerle, seguire gli eventi sui social, mi fa stare costantemente in contatto con ciò che succederà in campo culturale nella mia zona.



La cultura delle piccole cose
Contornarsi di oggetti che abbiano una storia da raccontare è cultura: gli occhiali anni sessanta di mia mamma, l'anello in argento e corallo della nonna paterna, il servito di bicchieri della nonna materna, un fico d'india riportato da un viaggio nel Salento, una lanterna marocchina tutta arrugginita, la pianta di aloe da una spiaggia in maremma, il forchettone in argento scovato al mercato dell'antiquariato vent'anni fa, una lampada da tavolo anni settanta scovata in soffitta, sedie in velluto anni cinquanta ...piccoli oggetti che raccontano di noi, chi siamo, da dove proveniamo, cosa abbiamo visto. Non c'è lusso in questi oggetti, cè storia e cultura.

martedì 27 ottobre 2015

Alleniamoci alla felicità


Se per alcuni la felicità, o quanto meno la serenità, è un dono di nascita, inserito nella sequenza del proprio DNA, per altri è una continua ricerca, un equilibrismo tra stati d'animo diversi e contrastanti, una montagna russa emotiva. Per alcuni lamentarsi e avvolgersi del proprio malcontento diventa quasi una identità, come se essere una vittima faccia comunque assumere un ruolo, per quanto possa essere faticoso da portare avanti. Talvolta passiamo da vittime a carnefici, quando giudichiamo o proviamo invidia per il successo altrui.
Altri sono completamente identificati con il loro ego, che "io" è la parola che pronunciano più spesso, sventolando continuamente il proprio punto di vista e liquidando con giudizi implacabili chi la pensa diversamente.
C'è una parte di me che per anni è stata alla guida delle mie montagne russe emotive. Quella parte che induce a criticarmi continuamente, una sorta di tiranno interiore che per troppo tempo ha guidato le mie scelte, spingendomi quasi sempre ad agire e spesso a non agire per paura: del fallimento, del giudizio altrui, di un mondo che non capisce, di una società ingiusta, portandomi a credere solo nelle sue regole e nelle sue modalità di affrontare le vicende della vita. E' come avere un paio di occhiali che distorgono la vista: la realtà si deforma. Questi occhiali io li voglio togliere, per vedere e sentire quello che succede nella mia vita, per accettare gli avvenimenti per quelli che sono e non come il ripetersi del passato, come lo svolgersi della pellicola di un film già visto, con la stessa sensazione di chiusura nello stomaco che ho provato sciegliendo fidanzati sbagliati, un corso di studi universitari all'opposto delle mie vere passioni, una professione così tanto lontana dal mio vero essere.
E allora ho intrapreso un faticoso, a volte estenuante allenamento alla felicità, che nel mio caso significa ritrovare la vera me, il mio spirito più autentico, riscoprire le mie passioni, con una sferzata di coraggio: condividerle con altre persone.
Perchè l'allenamento alla felicità non sia un segreto inconfessabile, ma una alternativa possibile.
Ed ogni giorno, così come Ulisse si lega all'albero della nave per non cedere al canto delle sirene, così io mi alleno per non cadere nelle tortuose elucubrazioni del mio critico interiore, che mi dissuade dal seguire la mia strada con le sue parole taglienti: "ormai sei troppo vecchia per cambiare... rimani nella tua tranquillità... quello che dici non interessa a nessuno...stattene tranquilla in una angolo...mantieniti il lavoro che hai altrimenti non saprai come sfamarti, in fondo non è così male..."        
Per la prossima settimana ecco i miei esercizi di allenamento alla felicità.
  • Fare delle settimana a venire una specie di prova per il natale, in attesa del 31 ottobre. Tralasciare per la casa piccoli segnali dell'arrivo di Halloween. Cucinare la vellutata di zucca gialla e i paccheri al forno con veg besciamella parmigiano e zucca gialla al profumo di timo (che sta ancora crescendo sul mio balcone insieme al basilico e alla maggiorana, perchè anche coltivare le piante è un esercizio nella mia palestra della felicità).
  • Ho infilato in un sacchetto un paio di scarpe da ginnastica per tenerle in macchina: appena finisco di lavorare, prima di rientrare a casa, posso camminare per mezz'ora. Jon Kabat Zin, nel suo libro "Vivere momento per momento: sconfiggere lo stress, il dolore, l'ansia e la malattia con la saggezza di corpo e mente", consiglia la camminata meditativa nel suo piano di esercizi per liberarsi dallo stress. Si tratta sostanzialmente di essere pienamente consapevoli dell'atto di camminare, dal senso di gratitudine per poterlo fare, alla percezione dello sforzo muscolare, dei singoli movimenti, della reazione alla fatica. 
  • Cerco di alzarmi presto la mattina, per raccogliere le idee, fare colazione con calma, bere acqua e limone e fare qualche esercizio di yoga o semplicemente stiracchiarmi un pò.
  • Nota frivola: ho appena terminato il mio correttore. Dopo aver utilizzato anche l'ultimo rimasuglio di colore, ora è proprio terminato. Voglio fare dell'acquisto di un prodotto così semplice un evento: voglio farne l'obiettivo di alcune passeggiate esplorative, in cerca di un prodotto di qualità, che non contenga schifezze. Questo mi permetterà di entrare in qualche bel negozio di prodotti naturali per chiedere consiglio e nel frattempo di avere camminato ancora un bel pò.
Buon allenamento.
Letizia






mercoledì 9 settembre 2015

Il quaderno della gratitudine


Non ringraziamo mai, almeno non veramente. Diciamo grazie tante volte al giorno, come gesto di cortesia, a sconosciuti e non, a qualcuno che ti fa un favore.
Il ringraziamento vero è diverso: è gratitudine...   
Difficilmente ascolto persone che hanno il dono della gratitudine. Io di certo non ci sono nata, non l'ho imparato crescendo... l'ho scoperto da adulta e spesso lo dimentico. 
La gratitudine, il ringraziare per ciò che si ha, è la chiave di volta per noi pessimisti cronici, talvolta lamentosi, sempre in attesa di qualche cosa che non si è ancora realizzato. 
Tutto lecito: avere ambizioni e progetti è per noi vitale. Ma intanto? Intanto dobbiamo ringraziare ed avere gratitudine per ciò che abbiamo.
Un quaderno della gratitudine può essere di aiuto: i primi tempi io non sapevo da dove iniziare. Pagina vuota, passano 5-10 minuti e non avevo ancora scritto niente. Possibile? Certo se non si pensa veramente a ciò per cui siamo grati. Pensiamoci...torniamo all'origine, all'essenza...siamo grati per avere un tetto sulla testa che ci protegge dal freddo, noi e i nostri figli, grati che viviamo in un paese in pace, che non siamo costretti a traversare il mare per sentirci più sicuri, grati della libertà, che noi donne possiamo scegliere quali vestiti indossare e denunciare l'uomo che ci maltratta, grati che se nostro figlio sta male a 5 muniti di auto c'è un ospedale, che se ho bisogno di un antibiotico porto la ricetta in farmacia e dopo 15 minuti sono già nella mia bella casa calda con il bicchiere di acqua in mano a prendere le mie medicine, che ho solo aperto il rubinetto e l'acqua è scesa limpida pulita disinfettata, noi che siamo nati dalla parte fortunata (intendo economicamente) del mondo.
Scriviamo tutti i giorni sul quaderno della gratitudine almeno 5 ringraziamenti: facciamolo tutti i giorni per almeno 21 giorni (che pare sia il numero di giorni necessari perchè un nuovo comportamento diventi una abitudine acquisita).
Ringraziamo tutti i giorni per le piccole cose che abbiamo: anche per il caffè della mattina, se finalmente fa più fresco, se abbiamo cibo da cucinare. Allenarsi alla gratitidine aiuta " a vedere il lato positivo delle cose, a fare paragoni vantaggiosi, ad apprezzare ciò che si ha. E' una terapia miracolosa. Nessun effetto secondario. Nessuna controindicazione" (tratto da Quaderno di esercizi di allenamento alla felicità di Yves-Alexandre Thalmann.).
   

domenica 28 giugno 2015

Una nuova routine mattutina

 Impostare in modo corretto la giornata fin dal mattino...e' parecchio che ci penso. Avere del tempo tutto per me, mentre ancora tutti dormono, fare colazione con calma. Negli ultimi mesi la frenesia ha preso il sopravvento e mi sono sentita gia' di primo mattino senza piu' energia nonostante ancora la giornata fosse solo all'inizio.
Gia' il mese scorso ho inserito alcune idee per stare bene fin dal mattino nel post dedicato alle pratiche di quotidiana semplicità di maggio.


  • Bere un bicchiere di acqua tiepida con il  succo di mezzo limone .
Sembra  che questa abitudine porti benefici disintossicanti per il nostro organismo.


  •  Fare qualche semplice esercizio di yoga, appena svegli, addirittura quando si è  ancora sdraiati nel letto, per riprendere lentamente confidenza con il  corpo.
Non sono costante, ancora capita di svegliarmi tardi e di riuscire a fatica a prepararmi un caffè. Ma quando riesco ad alzarmi prima e a mettere in pratica queste poche semplici mosse, la giornata scorre meglio...

Letizia

sabato 27 settembre 2014

A caccia di tempo....per noi stesse

Il tempo è una convenzione inventata dall'uomo: le ore i minuti, i giorni. Naturalmente non possiamo sfuggire allo scandire delle nostre giornate in termini di orari da rispettare, ma si può anche acquisire una dimensione del tempo alternativa: il tempo per noi.
Fino a qualche anno fa, pensavo che prendermi del tempo semplicemente per riordinare le idee, creare, progettare, fosse un pò tempo rubato ad altro, in sostanza tempo rubato al fare.
Poi ho capito l'importanza di concedermi un'ora al giorno tutta per me, del tempo sacro per creare: non sono una artista, non dipingo nè realizzo opere d'arte, ma è grazie al tempo che mi sono regalata che è nata l'idea del blog, mi sono appassionata alla cucina e ho creato il mio "libro blu delle ricette", ho capito quanto è bello fotografare gli oggetti e aspettare la luce giusta. Non nego che c'è voluto del tempo per capirne la reale importanza. E' anche grazie a questo tempo che ho imparato a dare il mio ritmo alle giornate anzichè subirlo, cercando un equilibrio tra il tempo scandito (regole e orari da rispettare come kit di sopravvivenza nella giungla quotidiana) e il mio tempo.   
Spesso utilizzo l' "ora d'aria" per leggere e rileggere i miei libri guida ( su cui vorrei presto fare un post per condividere con altri il piacere che ogni volta mi regalano).      
Oggi, se vi và, conquistate un pò del vostro tempo.

Letizia

venerdì 28 febbraio 2014

Le 7 regole spirituali del successo secondo Deepak Chopra: n.1 la legge della potenzialità pura


Ho scoperto questo libricino per caso, nascosto in una vecchia e polverosa libreria di campagna: sembrava un segno del destino averlo trovato. Si tratta di un "breve e intenso saggio, in cui l'autore amplia la comune definizione di successo e ci spiega come essa non esaurisca nella sua componente materiale, proponendo una via alternativa al suo conseguimento" (dalla prefazione del libro stesso).
Ve ne suggerirò una per settimana perchè c'è bisogno di concedersi tempo per acquisire una nuova modalità di pensiero.
La prima delle 7 è la legge della potenzialità pura che si basa sulla convinzione che l'uomo, nel suo stato essenziale abbia possibilità illimitate e creatività infinita.
Insegna a non prendere a riferimento gli oggetti delle nostre esperienze subendo l'influenza delle situazioni, delle persone, alla ricerca incessante dell'approvazione altrui.
Il continuo riferimento all'esterno, e non a noi stessi, porta alla necessità di controllare tutto e tutti.
Il vero sè, la nostra vera essenza, che c'è sempre e sempre ci sarà in noi, è del tutto estranea ai confronti, alla critica, non teme le sfide e non si sente inferiore a nessuno, riconoscendo alle altre persone la libertà di esprimere se stesse.
Nella vita convulsa e pazzesca che ci obbliaghiamo a vivere, è necessario ritrovare lo spazio perchè il proprio essere trovi qualche spiraglio per esprimersi e questo libricino, che vi consiglio, indica alcuni propositi per mettere in pratica la legge della potenzialità pura:
  1. stare in silenzio, per almeno trenta minuti al giorno;
  2. mettersi in contatto ogni giorno con la natura (semplicemente curando una pianta, guardando il cielo, le nuvole, le stelle, ascoltando i rumori della campagna, sentendo il profumo di un fiore, della terra bagnata dalla pioggia...)
  3. astenersi dal giudizio nei confronti delle persone e delle situzioni, permettendo agli altri di essere se stessi e accettando le circostanze così come si presentano.
La mia esperienza:
  1. ho provato la meditazione, ma non fa per me anche se ne aprrezzo le potenzialità, ma non posso più fare a meno della mia mezz'ora al giorno tutta per me, in silenzio, magari leggendo uno dei tanti libri sulla crescita personale, che sono diventati per me strumenti insostituibili 
  2. la natura...questa sconosciuta. Osservare il cielo, i remi secchi degli alberi, le bacche delle aiuole di città, un balcone fiorito anche in inverno, la curva delle colline che cambia con le stagioni, lo stormo che vola, ma anche curare le piante. Veramente sembra una ovvietà io però non lo facevo...il cielo non lo guardavo quasi mai...ora non passo un giorno, ed è bello anche quello di città.
    Fino a qualche tempo fà star dietro alle piante era impensabile per me..una noia mortale.
    Poi mi sono sforzata, ho seccato diverse povere piante: poi alla fine qualche cosa è seccesso, e ora riesco ad occhio a capire se devono essere annaffiate o se hanno solo bisogno di essere lasciate così come sono.Ed è un piacere vederle "sopravvivere" al gelo dell'inverno e crescere di anno in anno.
Titta

  

mercoledì 26 febbraio 2014

Strategie di benessere: al vivaio...

Quando sono giù e ho bisogno di scaricarmi o di pensare cammino ( camminare è come meditare ): se sono stanca per camminare vado in un vivaio.
A me girovagare tra le piante rilassa. Ho scelto un vivaio pieno di rose a primavera e di splendide piante color porpora d'autunno.
Scelgo tra tutte una pianta grassa (di quelle piccine da far crescere) e che costano meno di 2 euro!
Un consiglio: quando si è tristi, o contrariati, o semplicemente malinconici, non rifugiatevi nei centri commerciali o tra le vetrine del centro: la spensieratezza dello shopping sfrenato dura poco! Scarpe accessori e vestiti vanno comprati quando si è allegri: allora sì che si sceglieranno cose adatte a noi ed è un vero divertimento!
Andate in un vivaio...il più bello della città. Tornate a casa con la pianta scelta, cercate nel vostro appartamento un angolo per lei. Versatevi del vino rosso nel più bel bicchiere che avete, ascoltate musica e vedrete che senza accorgervene il cattivo umore se ne sta andando, senza aver speso praticamente un euro.
PS: le piante grasse risultano uno splendore in vasi bianchi, azzurro polvere o verde acqua...
Letizia    


domenica 16 febbraio 2014

Camminare è come meditare



Camminare è come meditare.
Uscire anche se fa freddo ma c'è il sole.
Sentire i piedi, le gambe, non come i mezzi che ci fanno spostare in qua e là tutto il giorno, ma come parti del nostro corpo.
Il sudore...diverso da quello freddo che ti corre giù per la schiena in certi momenti di tensione nelle alienanti giornate di lavoro (lode a chi fà il lavoro dei suoi sogni, esseri sovrannaturali che hanno la mia estasiata ammirazione).
Musica nelle orecchie, occhi nel sole e confusione nei capelli.
Camminare è come meditare, si scoprono parti di sè, la tensione rimane sotto i talloni, traccia nei sassi sulla strada.
Se non vi sentite voi, scappate dalla televisione, scappate dai negozi, dai centri commerciali, scappate e camminate sotto gli alberi, lungo un fiume, al parco...scappate e camminate.
Titta