Visualizzazione post con etichetta strategie di benessere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta strategie di benessere. Mostra tutti i post

venerdì 28 aprile 2017

Piccola guida per cucinare in modo sano e leggero

Cucino principalmente per quattro: per più persone in occasione dei pranzi di famiglia per i quali mi viene assegnato il tradizionale compito di preparare l'aperitivo, considerata la mia passione per finger food, buffet e stuzzichini.


Cucino semplice, in modo immediato e casalingo, in particolare cereali integrali, legumi e verdure, ma anche pizza e torte salate. Adoro la pasta integrale con i pesti di verdura che invento al momento con semi, olio extravergine di oliva toscano e parmigiano o, in versione veg, con pangrattato tostato in padella e aglio schiacciato. Farina 00 e zucchero bianco non hanno più posto nella mia dispensa, sostituiti da farina integrale, di tipo 1 e 2 e da zucchero integrale di canna.

Ho scoperto da poco le farine alternative: farro, avena, riso, orzo, ceci... 
Amo riempire la casa del profumo di dolci per la colazione cotti in forno, rustici e sinceri: plumcake, ciambelloni, torte al cioccolato con farina integrale. 
Poca carne rossa, ma poca davvero, selezionata chianina nata ed allevata in Toscana, pollo del contadino e pesce del supermercato, anche se devo ancora imparare a cucinare quello di piccola taglia, alici, sarde, sgombri: è il mio prossimo obiettivo.


Organizzo i menu semplicemente: anche le sole erbe aromatiche che crescono nel mio terrazzo ispirano un piatto di pasta o una morbida focaccia. Solo frutta e verdura di stagione. 
Il tonno in vetro è ancora un vizio a cui non riesco a riununciare, cerco solo di limitarne l'utilizzo. Le uova delle galline dei miei suoceri, per frittate gustose di verdure, ma anche uova bio del supermercato.
Prosciutto cotto e mortadella poche volte l'anno, più spesso prosciutto toscano e speck. 

Il pecorino toscano, parmigiano e ricotta più frequentemente: eliminare i latticini, da più parti sostenuto, al momento non è una scelta facile, anche se il latte vaccino è stato sostituito con il latte vegetale. I miei piatti preferiti sono gli spaghetti con la “pomarola”, la pappa al pomodoro, il pesto con il basilico colto dal mio terrazzo, l'hummus e le sue tante declinazioni, le polpette di legumi, di pane e di buona carne chianina. Una bistecca ogni tanto da buona toscana, la pasta al ragù, un panino al prosciutto, di quello buono. Tanto olio extravergine delle colline toscane, anche nelle mie torte integrali, poco burro, quando ci vuole per tradizione. 



Questa è la mia cucina semplice, da intervallare con qualche gradevolissimo stravizio: abbondanti pranzi domenicali di famiglia gustosi e carichi di sapori, quadretti di cioccolata fondente, patatine fritte ai compleanni, arachidi e junk food agli aperitivi, leggere e croccanti fritture... 

Un semplice quotidiano cucinare, flessibile e aperto ad occasionali e piacevoli trasgressioni che sono lo zenzero della vita, il peperoncino del tempo libero, il pepe dell'essere. 

Altri suggerimenti: 
Titta
      

mercoledì 15 marzo 2017

Rimettersi in forma dopo l'inverno: consigli pratici a costo (quasi) zero.

Rimettersi in forma dopo l'inverno: consigli pratici a costo (quasi) zero.

Riflettevo sul fatto che:
pur avendo innegabilmente bisogno di una remis en forme, tutti i miei propositi svaniscono al momento in cui, con in mano la forchetta, avvolgo gli spaghetti al pomodoro e avvicino quel groviglio perfetto alla mia bocca;
non esiste domenica senza un bicchiere di chianti rosso;
l'aperitivo del venerdì perde la sua identità senza le arachidi;
il buon senso comune mi spingerebbe verso la palestra più vicina.

Ma io e il buon senso comune non abbiamo un buon rapporto. Bé a dire il vero nemmeno con le palestre: quando alle diciotto, la maggior parte esce frettolosamente dal lavoro per andare a sfiancarsi sul tapis roulant, io sto già pensando a cosa cucinare per cena, con due libri di ricette sul mio vecchio tavolo di cucina.


Tuttavia non ho un patrimonio genetico di Jane Fonda e per combattere la legge di gravità scelgo di camminare. E' gratis, non è richiesto nessun abbigliamento specifico, bastano le mie vecchie Adidas, leggings grigi, una t-shirt bianca e la mia decennale felpa blu, che ha affrontato di tutto, viaggi in traghetto verso la Grecia, appallottolata sotto la testa ha assolto il ruolo di cuscino per le pennichelle primaverili sulla spiaggia, coperto le mie spalle nelle sere stellate in campagna. Eppure resiste.
Ripenso poi a i vari abbonamenti fatti in palestra e mai realmente utilizzati, ai soldi spesi, alle tessere magnetiche mai utilizzate...e cammino ancora più veloce, perché la mia parte frugale mi fa sentire pesantemente in colpa.


Come canta Vasco: “poi ho camminato tanto e fuori c'era un grande sole e non ho più pensato a tutte quelle cose”.
Camminare cura anche l'anima, lo spirito, le paturnie, comunque le vogliate chiamare.
Io non cammino solo per sport, ma come stile di vita: svolgo le commissioni a piedi quando possibile, non faccio spese gigantesche e acquisto ciò che serve fresco ogni giorno. Anche uscire per comprare il pane, allungando il tragitto per raggiungere la bottega, è attività fisica quotidiana.
Ho tutta una mia filosofia sull'attività fisica che non contempla la palestra, ma è parte della mia vita quotidiana. Comprendo l'importanza di frequentare un corso a pagamento per apprendere una disciplina, yoga, pilates, arti marziali, ma pagare per correre su un nastro scorrevole o fare gli addominali con la musica sparata a mille e un istruttore che ti urla contro, ha dell'assurdo. Per quanto mi riguarda naturalmente, si tratta di considerazioni del tutto personali (nota per i personal trainer che si sentissero offesi dalle mie parole).
Il camminare regala un maggior senso di appartenenza alla propria città: conosco esattamente i migliori percorsi, ho intessuto relazioni, ho scoperto angoli sconosciuti che difficilmente avrei scoperto se non me ne andassi a spasso a piedi. C'è quasi un che di avventura e di escursione. Basta farsi un po' stupire.
La giornata appare incompleta senza una passeggiata o anche solo il giro dell'isolato.

E poi la bici: è esercizio fisico di tutto rispetto, permette di stare a contatto con la natura, se si hanno ha disposizione piste ciclabili fuori città.

La mia mamma raccoglie legna per il camino
Impegnare il mio tempo libero del fine settimana in attività all'aria aperta mi fa sentire un po' signora di campagna, in particolare sfruttando i tempi delle raccolte. Funghi in autunno, asparagi in primavera, more d'estate e fiori ed arbusti in tutte le stagioni. E' un modo bello, poetico e sano per prendersi cura di sé.

Altri post che possono interessarti sull'argomento:
camminare come forma di meditazione
la raccolta delle more


Buona passeggiata.

venerdì 20 novembre 2015

Il mio senso della bellezza

La bellezza...
In molti pensano che sia per pochi, superflua, un accessorio da fine settimana, appannaggio dei ricchi, degli artisti, di un mondo a cinque stelle.
Credo che la bellezza sia indispensabile, al pari del cibo, dell'acqua, dell'aria.
In tanti vedono la bellezza negli oggetti di design, nelle modelle perfette, nei vestiti firmati, e se ne sentono privati se non riescono ad vere accesso a questi beni. Se un giorno mettessero musica nelle orecchie e uscissero a camminare nella natura, sotto il sole, in una giornata fredda e invernale, scoprirebbero tocchi leggeri, quasi inconsistenti di bellezza.
La bellezza vera non si ferma agli occhi, al pensiero, alle interpretazioni; il senso della bellezza scende tra lo stomaco e la pancia, un senso di pienezza.
Io scopro la bellezza nei dettagli che si insinuano nella quotidianità: il coraggio di alcuni di fronte ai cambiamenti, un oggetto del passato che riprenda vita , la dignità di certi, la forza delle donne, il silenzio della mattina, le parole taglienti di quei pochi che dicono la verità.
Mi difendo dal brutto, dal preconfezionato, dalle cretinate della pubblicità, dalle parole dei politici, dai luoghi comuni, dalle credenze mortificanti.
Non pensate di stare in compagnia a scoprire la bellezza: per i più state solo perdendo tempo.    

Letizia

Leggi anche:
il mio senso dell'abbondanza

venerdì 6 novembre 2015

L'autunno e il mio senso di "abbondanza"


Un senso di abbondanza
Provo un senso pieno di abbondanza e di ricchezza:
  • quando a cena, in tavola, c'è cibo buono preparato con cura e attenzione, risate con le lacrime agli occhi, bicchieri spaiati che quelli nuovi li porta babbo natale...e così sia;
  • quando apro l'armadio e riesco a vestirmi come voglio io, con quello che ho;
  • se improvviso una cena tra amici con gli ingredienti che ho in dispensa, che l'importante non è fare bella figura ma far sentire i propri ospiti coccolati e accolti, dopo una settimana di lavoro;
  • quando la mattina presto, in terrazza, avvolta nella mantella di lana, bevo la prima tazza di caffè della giornata e guardo le mie piante, sempre le stesse da anni;
  • ora che nella mia fruttiera di cristallo ho le noci colte direttamente dall'albero, i pomi e le melagrane;
  • se faccio le cose lentamente, perchè ho imparato che anche quando si ha fretta, rallentando, il tempo raddoppia.
Mi sento povera ed arida:
  • quando non riesco a trasmettere agli altri la passione e l'impegno nel far bene le cose, che spesso mi scambiano per la secchiona di turno;
  • se mi paragono agli altri;
  • quando penso che i sogni riescono ad avverarsi solo per pochi;
  • quelle volte in cui ho la sensazione che altri abbiano il controllo delle mie scelte;
  • quando mi dimentico di quanto ho già e mi perdo in ciò che vorrei avere.


I doni della natura in autunno portano abbondanza...

Letizia

martedì 27 ottobre 2015

Alleniamoci alla felicità


Se per alcuni la felicità, o quanto meno la serenità, è un dono di nascita, inserito nella sequenza del proprio DNA, per altri è una continua ricerca, un equilibrismo tra stati d'animo diversi e contrastanti, una montagna russa emotiva. Per alcuni lamentarsi e avvolgersi del proprio malcontento diventa quasi una identità, come se essere una vittima faccia comunque assumere un ruolo, per quanto possa essere faticoso da portare avanti. Talvolta passiamo da vittime a carnefici, quando giudichiamo o proviamo invidia per il successo altrui.
Altri sono completamente identificati con il loro ego, che "io" è la parola che pronunciano più spesso, sventolando continuamente il proprio punto di vista e liquidando con giudizi implacabili chi la pensa diversamente.
C'è una parte di me che per anni è stata alla guida delle mie montagne russe emotive. Quella parte che induce a criticarmi continuamente, una sorta di tiranno interiore che per troppo tempo ha guidato le mie scelte, spingendomi quasi sempre ad agire e spesso a non agire per paura: del fallimento, del giudizio altrui, di un mondo che non capisce, di una società ingiusta, portandomi a credere solo nelle sue regole e nelle sue modalità di affrontare le vicende della vita. E' come avere un paio di occhiali che distorgono la vista: la realtà si deforma. Questi occhiali io li voglio togliere, per vedere e sentire quello che succede nella mia vita, per accettare gli avvenimenti per quelli che sono e non come il ripetersi del passato, come lo svolgersi della pellicola di un film già visto, con la stessa sensazione di chiusura nello stomaco che ho provato sciegliendo fidanzati sbagliati, un corso di studi universitari all'opposto delle mie vere passioni, una professione così tanto lontana dal mio vero essere.
E allora ho intrapreso un faticoso, a volte estenuante allenamento alla felicità, che nel mio caso significa ritrovare la vera me, il mio spirito più autentico, riscoprire le mie passioni, con una sferzata di coraggio: condividerle con altre persone.
Perchè l'allenamento alla felicità non sia un segreto inconfessabile, ma una alternativa possibile.
Ed ogni giorno, così come Ulisse si lega all'albero della nave per non cedere al canto delle sirene, così io mi alleno per non cadere nelle tortuose elucubrazioni del mio critico interiore, che mi dissuade dal seguire la mia strada con le sue parole taglienti: "ormai sei troppo vecchia per cambiare... rimani nella tua tranquillità... quello che dici non interessa a nessuno...stattene tranquilla in una angolo...mantieniti il lavoro che hai altrimenti non saprai come sfamarti, in fondo non è così male..."        
Per la prossima settimana ecco i miei esercizi di allenamento alla felicità.
  • Fare delle settimana a venire una specie di prova per il natale, in attesa del 31 ottobre. Tralasciare per la casa piccoli segnali dell'arrivo di Halloween. Cucinare la vellutata di zucca gialla e i paccheri al forno con veg besciamella parmigiano e zucca gialla al profumo di timo (che sta ancora crescendo sul mio balcone insieme al basilico e alla maggiorana, perchè anche coltivare le piante è un esercizio nella mia palestra della felicità).
  • Ho infilato in un sacchetto un paio di scarpe da ginnastica per tenerle in macchina: appena finisco di lavorare, prima di rientrare a casa, posso camminare per mezz'ora. Jon Kabat Zin, nel suo libro "Vivere momento per momento: sconfiggere lo stress, il dolore, l'ansia e la malattia con la saggezza di corpo e mente", consiglia la camminata meditativa nel suo piano di esercizi per liberarsi dallo stress. Si tratta sostanzialmente di essere pienamente consapevoli dell'atto di camminare, dal senso di gratitudine per poterlo fare, alla percezione dello sforzo muscolare, dei singoli movimenti, della reazione alla fatica. 
  • Cerco di alzarmi presto la mattina, per raccogliere le idee, fare colazione con calma, bere acqua e limone e fare qualche esercizio di yoga o semplicemente stiracchiarmi un pò.
  • Nota frivola: ho appena terminato il mio correttore. Dopo aver utilizzato anche l'ultimo rimasuglio di colore, ora è proprio terminato. Voglio fare dell'acquisto di un prodotto così semplice un evento: voglio farne l'obiettivo di alcune passeggiate esplorative, in cerca di un prodotto di qualità, che non contenga schifezze. Questo mi permetterà di entrare in qualche bel negozio di prodotti naturali per chiedere consiglio e nel frattempo di avere camminato ancora un bel pò.
Buon allenamento.
Letizia






sabato 26 settembre 2015

Pratiche di semplicità quotidiana per vivere l'autunno con eleganza e armonia


Il 21 settembre è ufficialmente finita l'estate. 
L'autunno è il periodo più bello dell'anno: è ancora caldo per qualche giornata di mare senza essere soffocati dalla folla, lunghe solitarie passeggiate in spiaggia con l'aria limpida e l'arcipelago toscano a tenerti compagnia. Allo stesso tempo l'aria è più fresca, per godersi la mattina uno sfuggente caffè sul terrazzo, con la mantella di lana sulle spalle; chiudere le finestre la sera, accoccolarsi sul divano per godersi quel senso di rifugio e protezione che ti da la casa, indossando la felpa, ma con i piedi ancora nudi. 
Portare il trench con la maglia a righe indossata in spiaggia, gli stivaletti con il vestito leggero, la borsa di paglia per fare la spesa al mercato; cucinare la zucca gialla e allo stesso tempo un pesto di basilico fresco. Il vino bianco ghiacciato a pranzo e il rinnovato piacere di un buon vino rosso corposo e caldo. Le giuggiole al mercato, le prime noci, la voglia di provare nuove cose, riscoprire le persone...e andare incontro al natale. Sì proprio il natale: già da adesso inizio a pensarci, non a sentirne già la magia, ma qualche idea per far divertire i miei figli o su come festeggiare, qualche ricetta...          
   

Ecco le mie pratiche di quotidiana semplicità per l'autunno:

  • esprimiamo gratitudine per i colori che l'autunno ci regala (fa tanto ragazza di New York in Central Park anche se si passeggia nel parco sotto casa): leggi il post sul QUADERNO DELLA GRATITUDINE.
  • Impariamo a capire chi, all'interno delle nostre relazioni sociali, ci arricchisce e ci fa star bene e chi è invece "un vampiro energetico": chi ci succhia energia? chi anche inconsapevolmente ti fa sentire a disagio, chi dice "io" dieci volte in 5 minuti di conversazione?chi dice "te l'avevo detto io!..., ma chi te lo fa fare?...ne sei proprio sicuro? Cosa fare contro i vampiri energetici? L'aglio non funziona (bè forse l'alito cattivo può tenerli lontano, ma non è una buona soluzione) è sufficiente ignorarli, fateli parlare, staccate la spina e poi chiedete qualcosa di personale forse anche loro si scioglieranno.
  • Proviamo a vivere in presenza, qui e ora. Senza teorie complicate. E' sufficiente immergersi completamente in quello che si sta facendo: sentire odori, vedere i dettagli, le sfumature, toccare. Non è facile per niente ma è tutto ciò che regala la vera serenità ( se vuoi puoi leggere questi post il minestrone medidativo  camminare è come meditare).
  • Recuperare una vecchia penna stilografica ed andare in  cerca di un negozio che ancora venda delle cartucce di inchiostro.
  • Fare decluttering in casa e riuscire ad eliminare ancora di piu l'inutile e il superfluo: iniziamo dai cassetti, uno al giorno o uno alla settimana, in base alla nostra disponibilità di tempo e se non sapete da dove iniziare leggete "Il magico potere del riordino" di Marie Kundo (insegna un metodo giapponese che promette di trasformare i nostri spazi e anche la nostra vita).
  • Iscrivermi ad un corso, trovare una buona associazione culturale che lo organizzi (i prezzi sono sempre ragionevoli perchè lo scopo principale non è il lucro ma la diffusione della cultura), vi si trova la vera passione e non i mercenari, gente che insegna perchè ama quello che fa e lo vuole condividere. Cucina fotografia, scrittura creativa...vedremo.
  • Individuare due tre spettacoli imperdibili della nuova stagione teatrale.
  • Programmare le visite da effettuare durante l'anno (mi raccomando per le ragazze pap test, mammografia dopo i trenta, esami del sangue, mappatura dei nei, esami feci e urine...).
  • Non perdersi, ogni prima domenica del mese, i musei aperti gratuitamente.
  • Nel saggio "Manuale di un monaco buddista per sconfiggere la paura degli altri di" Keisuke Matsumoto l'autore, citando a sua volta l'autrice Sonja Lyubormiski, indica tra le strategie da mettere in pratica per aumentare il nostro livello di felicità, quello di avere degli obiettivi, in quanto il vivere senza, equivarrebbe a trascorrere l'esistenza imitando gli altri. In realtà può accaderci di avere degli obiettivi ma scoprire poi che non erano realmente i nostri, ma indotti dal bisogno di riconoscimento e di avere un posto nella società (un fisico snello ed allenato a costo di immensi sacrifici, soldi spesi in abbigliamento costoso per farci accettare dagli altri ed invidiare dalle amiche più che per piacere personale e così via). Reimpariamo a capire i nostri veri obiettivi: ad essere in salute ed in forma in modo naturale e senza forzature, a spendere i nostri soldi per ciò che ci regala veramente un piacere duraturo.
Auguro un bellissimo autunno...a tutti compresi i miei "vampiri energetici", anche a loro piacerà la crema di zucca gialla?      

Altri post sulle "Pratiche di quotidiana semplicità":

domenica 20 settembre 2015

Piante grasse: perchè sceglierle


Perchè hanno bisogno di poca acqua: tutto qui.
La sostenibilità, parola che mette un pò tristezza, utilizzata ovunque, anche a sproposito, che va tanto di moda e ci provano anche con la pubblicità (quindi ho già dubbi sulla sincerità dell'uso del termine) ...comunque quella cosa lì, che io chiamo buon senso, rispetto delle cose, io ce l'ho dentro da sempre. Fin da piccola, mi affascinavano principalmente le persone,  le loro storie il loro modo di vivere, soprattutto le donne adulte. E a colpirmi erano i piccoli gesti di rispetto delle cose: lo stesso foulard portato in modo sempre diverso, la camicetta bianca sempre la stessa da anni, una cena preparata con eleganza e pochi ingredienti...Lo sfarzo, l'eccesso, il lusso (pur potendo anche permetterlo, non lo nego) non mi dava lo stesso senso di bellezza ed eleganza. Questa sensazione, questo non so che, è andato perso per molti anni, dietro ai vestiti firmati, ai viaggi oltre oceano più da raccontare che da vivere, ma fortunatamente qualche cosa è rimasto. E' un istinto ritornato prepotentemente a farsi sentire, una ricchezza che grazie al cielo ho e che in questo periodo mi ha fatto un gran comodo . Oltre a tornare prepotentemente di moda. Sono pronta per i tempi!     
Nel mio terrazzo hanno imperversato gerani e fiori di stagione per anni, con dosi massicce di acqua e inevitabilmente la fine della piante al termine della stagione. Che tristezzaa tutte le volte togliere le piante e rinvasarne altre, nessuna aveva una storia... Basta.

Con le piante grasse si costruiscono storie, famiglie, stirpi di piante.
Una piccola pianta di aloe presa in riva al mare si trasforma in una grande pianta.,che ne da origine ad altre.
Lo stesso per il cactus comprato ormai quasi 10 anni fa.
La nursery

E che dire dei rametti trovati in campagna, che basta metterli in un vasetto che subito crescono con soddisfazione.
Le piante grasse sono eleganti. 
Con pochissima spesa il mio terrazzo sta diventando qualcosa di cui andare fiera. 
Essenziale, spero elegante, rispettoso.

Allenamento alla felicità
Curare le piante fa stare bene: bere il caffè la mattina presto gironzolando tra le proprie piante, riconoscerne la crescita. Uscire sul terrazzo la sera e respirare l'odore delle erbe aromatiche. Premere il tasto off alla tv e accendere la musica. Mi sto allenando... 



venerdì 18 settembre 2015

Far crescere le erbe aromatiche


A me il basilico non è mai durato più di 20 giorni: immancabilmente la piantina comprata a giugno a metà mese era già secca. Quest'anno, grazie ai consigli di una persona a me cara e che conosce bene la campagna e come si coltiva un orto, mi ha dato i consigli giusti ed il risultato è che dopo tre mesi le mie piante aromatiche sono ancora in piena salute. Il consiglio che condivido con voi è:
quando acquistate la pianta di basilico, non la mettete in vaso così come la trovate, ma dividete la pianta un due, mantenendo le radici naturalmente e piantatela in due vasi distinti. In questo modo ha lo spazio adeguato per crescere e per fare nuove radici. Con me ha funzionato...sono anni che ci provo e solo con questo consiglio sono riuscita a far crescere il mio basilico. Per le annaffiature: se è molto caldo è sufficiente un pò di acqua tutti i giorni senza esagerare, altrimenti basta bagnare una volta ogni due giorni. Se la fortuna ci assiste e la pianta è ancora viva alle soglie dell'inverno, posta al riparo ( ma al sole) e con poche annaffiature, possiamo avere basilico quasi fono a novembre... 

Al momento ho sul terrazzo due piante di basilico, una pianta di timo (proveniente da un orto) e una pianta di maggiorana. 
 Ho una immaginazione galoppante, ma uscire sul mio piccolo terrazzo di mattina presto e cogliere direttamente dalla pianta il timo per insaporire le patate al forno del pranzo della domenica, mi fa tanto signora di campagna, ed è uno di quei gesti che rendono semplicemente elegante la nostra vita di tutti i giorni.   
Non ho ancora piante di peperoncino: questa foto è di una esposizione che si tiene ogni anno in Toscana a fine agosto "La Fiera dell'Alberaia". E' uno dei miei propositi: sto aspettando una piantina in regalo da una carissima amica che ne ha tante piantine in giardino.

Qualche idea su come utilizzare le erbe aromatiche:
  • il basilico per il pesto e per la pasta al pomodoro (ma anche nelle melanzane alla parmigiana)
  • il timo per insaporire il pollo e le patate arrosto
  • le foglie di basilico ben lavate e asciugate possono esser congelate in vasetti di vetro e conservate in freezer per avere l'estate nel piatto tutto l'anno
  • la maggiorana può essere essiccata raccogliendola in mazzi e conservata in un luogo fresco e asciutto 
Coltivare piante aromatiche fa parte del mio "allenamento alla felicità", lezioni quotidiane da sperimentare e mettere in pratica per imparare a stare " qui e ora"...io che con la testa sono sempre da un'altra parte, che penso più spesso a chi mi giudica e meno a ciò che voglio fare davvero, che ho perso ormai troppo tempo a giustificarmi. Proviamo a vivere ora, sentendo gli odori, toccando foglie, sporcandosi di terra, ascoltando musica, andando incontro alla sera.
E l'umorismo...quanto mi manca l'umorismo, vorrei un blog che facesse sganasciare dal ridere eppure non riesco a tradurre in parole il briciolo di umorismo che pur da qualche parte dovrei avere dentro di me.  

domenica 13 settembre 2015

La spesa del mese : le mie proposte per risparmiare, divertirsi e mangiare sano


Senza tanti preamboli condivido con questo post le mie "tecniche" di spesa, per risparmiare, divertirsi e mangiare sano.
  • Fare una grande spesa ad inizio del mese, acquistando i tipici prodotti da dispensa, quelli che non devono mancare mai, che se c'è bisogno in 10 minuti si può preparare la cena. Per la grande spesa del mese vado al supermercato. A questo proposito mi piace condividere la mia convinzione che anche al supermercato si possa essere sostenibile e vi sia la possibilità di acquistare ottimi prodotti. Ritengo che sia una scelta dovuta e necessaria sostenere la produzione locale, anche attraverso i GAS, i mercati a Km 0, i negozi bio, acquistare direttamente dai produttori: tuttavia questa attitudine, nel mio caso, deve conciliarsi con un lavoro, dei figli da accudire, una casa da condurre....impensabile scorrazzare da una parte all'altra per mettere insieme la spesa. Ho trovato un equilibrio con la tecnica della grande spesa del mese per i prodotti da dispensa, mentre per le uova, frutta e verdura, carne e formaggi mi organizzo con i produttori locali (quasi sempre, ma non sempre dipende dall'intensità della settimana lavorativa e non ). In questo modo recarsi nelle fattorie, negli orti biologici, dal macellaio di fiducia non è uno stress, ma diventa un appuntamento speciale. Mangiando poca carne vado dal macellaio e dal produttore una volta al mese ed è divertente. All'orto una volta a settimana. Per il formaggio una volta ogni 15 giorni.In fondo se ci si pensa quanti di noi tendono a passare troppo tempo nei centri commerciali? Pensiamo alle fattorie come ai nuovi centri commerciali: avremo l'occasione di passare un pomeriggio acquistando ottimi prodotti, per passeggiare nella natura e conoscere persone che lavorano con passione.
  • La lista della grande spesa del mese. Premessa: al supermercato si va con le personali shopping bags. Le mie sono: un regalo di natale, una proveniente da Londra, sempre un regalo, una piccola borsa in tela dipinta dai miei figli, altre due shopper acquistate direttamente al supermercato. Niente sacchetti acquistati ad ogni spesa, anche se compostabili. Ecco la lista
quattro pacchi di farina bio 2 bianca e 2 integrale
lieviti di birra o lievito madre essiccato (per pizze e focacce)
i bottiglia olio di semi bio (l'olio di olivo direttamente dal produttore)

lievito in polvere bio per dolci e salati
3 bottiglie di passata di pomodoro ( io la faccio in casa, si trova anche dai produttori locali)
cacao amaro in polvere fare trade  
4 tavolette di cioccolata fondente almeno al 70% fare trade
2 pacchetti di nocciole
1 pacchetto di pinoli
due pacchetti di mandorle
2 pacchetti di pistacchi
2 pacchi di zucchero integrale grezzo di canna
riso soffiato/fiocchi di avena/muesli per la colazione ( e per cucinare biscotti)
3 pacchi di pasta e 3 di pasta integrale (comprate solo pasta fatta con grano italiano: attenzione non sempre le grandi marche utilizzano grano italiano, leggete bene che vi sia scritto grano italiano)
1 pacco di riso integrale
1 pacco di riso basmati
1 pacco di farro/1 pacco di orzo/1 pacco di cous cous/ 1 pacco di miglio/ 1 pacco di bulgur/1 pacco di quinoa...
1 pacco di fagioli borlotti secchi/1 pacco di ceci secchi/1 pacco di lenticchie/1 pacco di piselli secchi/1 pacco di legumi misti
1 vasetto ciascuno di : fagioli, ceci, lenticchie e piselli già pronti in vasetti di vetro (meglio delle lattine, perchè il prodotto si conserva meglio ed il vetro si ricicla più facilmente)
tonno sott'olio in vetro (2 confezioni)
1 vasetto di alici
1 vasetto di acciughe
1 vasetto di capperi
1 vasetto di olive nere denocciolate
2 confezioni di pasta fresca (cuoce in 5 minuti quando non avete tempo di farla in casa): tagliatelle, ravioli (solo ricotta e spinaci, per me mai quelli di carne)
2 pacchetti di schiacciatina all'olio (per le emergenze colazione a scuola)
4/5 cartoni di latte italiano (anche in questo caso leggete bene le etichette) parzialmente scremato
semi di sesamo, di zucca e ogni mese provo un seme diverso (a settembre i semi di chia )
detersivo sfuso per la lavatrice, piatti a mano e detergente pavimenti (riempo ogni mese gli stessi flaconi)
pastiglie biodegradabili per la lavastoviglie
shampoo a bagnoschiuma senza parabeni 
1 pacco caffè  
4 yogurt bianchi naturali con probiotici (quelli alla frutta sono pieni di zucchero, quelli scremati privi di nutrienti)
1 confezione di ricotta (il resto dei latticini lo acquisto direttamente dal produttore)
1 bottiglia di aceto e 1 confezione di bicarbonato (che utilizzo sopratutto per le eco pulizia di casa) 
1 confezione di spinaci surgelati (una concessione, il resto della verdura la acquisto fresca dal produttore)
2 orate da fare al forno
3 confezioni di merluzzo o nasello surgelato
1 confezione di petto di pollo e 1 di tacchino (che sia carne italiana e biologica), il resto da direttamente dal produttore
6 uova biologiche ( il resto delle uova che servono durante il mese dal produttore locale)
frutta e verdura sporadicamente, quando proprio non ho tempo per andare all'orto biologico
       
Non tutti i mesi la lista è la stessa: talvolta ho ancora prodotti del mese precedente e tendo a finire tutto prima di acquistare nuovamente. Avere un dispensa essenziale alimenta  la creatività, spinge ad inventare con ciò che c'è e si risparmia davvero, senza buttare via niente.
Talvolta poi alcuni prodotti vanno riacquistati a metà mese via via che esauriscono: per esempio lo yogurt o la ricotta, che utilizzo tanto per fare i dolci della colazione, la farina, la cioccolata, le uova...ma in linea di massima cerco di attenermi alla lista.
Un trucco per risparmiare? Rimandate la spesa di uno o due giorni  e nel frattempo "spremete" la dispensa.
Un altro trucco per risparmiare? Una volta al mese, prima della grande spesa fate lo "SVUOTATUTTO", cucinando tutto quello che avete in dispensa in modo da non rischiare far scadere i prodotti per i quali avete speso dei soldi.  


  • Dai produttori locali
Premessa: consiglio di scegliere dei produttori che si trovino vicino a dove abitate, perchè se si devono fare chilometri per raggiungere le sedi di produzione o di allevamento, si perde il vantaggio dal punto di vista del risparmio e di quello ambientale. Ne rimane il vantaggio comunque per la salute, avendo la certezza della provenienza del prodotto. Il mio macellaio di fiducia si trova a 5 minuti a piedi da casa mia e lo raggiungo attraversando un bellissimo giardino pubblico (quindi è anche una bella passeggiata). Per la carne bianca mi rivolgo ad un allevamento a pochi chilometri dalla mia città e ci vado 1 volta al mese.  Alcuni miei parenti hanno un bellissimo orto e ogni tanto ci regalano della frutta e verdura, così come l'olio di oliva che prendiamo direttamente ogni anno. Il caseificio è a 5 minuti di macchina: purtroppo non posso utilizzare la bicicletta perchè la strada è estremamente trafficata e non c'è una pista ciclabile. L'orto biologico è vicino al caseificio: con un unico viaggio acquisto latticini e verdura.   
Per la carne. Mangiamo poca carne rossa: dal mio macellaio acquisto solo 1 volta al mese del macinato per preparare il ragù e poi congerarlo, gli hamburger, 1 taglio per il roastbeef, 4 piccole bistecche (da buona toscana), 4 salsicce, e 1 arista. In questo modo, mangiando carne rossa all'incirca ogni 10/15 giorni sono a posto per un mese e mezzo circa,. Congelo la carne e la adopero al bisogno.
Acquisto 2 vaschette di carne bianca al supermercato (per risolvere le cene da preparare in 5 minuti, anche se devo ricordarmi la mattina di togliere la vaschetta dal freezer);  1 pollo e mezzo tacchino da un allevamento vicino casa (dove veramente i polli scorrazzano nel campo), dove posso acquistare anche le uova. Mangiamo carne bianca una volta alla settimana, per cui queste quantità sono sufficienti per un mese.  
Per la frutta e verdura: ho da poco scoperto che vicino casa c'è un orto biologico delle meraviglie. Hanno anche le uova...Dal produttore non si sbaglia con la stagionalità, perchè ha sul banco solo la frutta e la verdura di stagione. Al supermercato si tende a confondersi. Tuttavia la frutta e la verdura dei super è sempre molto controllata e non ho problemi ad acquistarla quando non ho tempo per andare direttamente dal produttore.

Scrivere questo post è stata una faticaccia: complesso e pieno di informazioni. Spero che possa essere di aiuto a qualcuno. Io ci ho messo anni per trovare questo mio modo di fare la spesa...mi piace condividerlo.        
Letizia

domenica 28 giugno 2015

Una nuova routine mattutina

 Impostare in modo corretto la giornata fin dal mattino...e' parecchio che ci penso. Avere del tempo tutto per me, mentre ancora tutti dormono, fare colazione con calma. Negli ultimi mesi la frenesia ha preso il sopravvento e mi sono sentita gia' di primo mattino senza piu' energia nonostante ancora la giornata fosse solo all'inizio.
Gia' il mese scorso ho inserito alcune idee per stare bene fin dal mattino nel post dedicato alle pratiche di quotidiana semplicità di maggio.


  • Bere un bicchiere di acqua tiepida con il  succo di mezzo limone .
Sembra  che questa abitudine porti benefici disintossicanti per il nostro organismo.


  •  Fare qualche semplice esercizio di yoga, appena svegli, addirittura quando si è  ancora sdraiati nel letto, per riprendere lentamente confidenza con il  corpo.
Non sono costante, ancora capita di svegliarmi tardi e di riuscire a fatica a prepararmi un caffè. Ma quando riesco ad alzarmi prima e a mettere in pratica queste poche semplici mosse, la giornata scorre meglio...

Letizia

domenica 29 marzo 2015

Frutta e verdura di stagione: una lista per la spesa del mese.


Qualche giorno fa su Italia Uno ho visto un interessante servizio delle Iene sulla frutta e la verdura. Hanno sottoposto degli ortaggi acquistati al mercato a dei test per la rilevazione di pesticidi e i risultati non sono stati rassicuranti. Si trattava però di prodotti provenienti dall'estero in particolare fuori dall'Europa. Di quel servizio ho fatto tesoro delle indicazioni di uno specialista: comprare prodotti italiani, di stagione e nella grande distribuzione in quanto sottoposti a controlli molto rigidi prima di essere messi in commercio. Se poi avete un orto o un produttore di fiducia tanto meglio aggiungo io.
Per me non è una novità consumare frutta e verdura di stagione: tuttavia ho commesso degli errori...compro le zucchine e i pomodori tutto l'anno. E' chiaro che sono coltivati in serra...
Per cui ho scaricato il calendario delle stagionalità e salvato sul desktop ed ogni volta che vado a fare la spesa mi porto dietro la lista in modo da non sbagliare.
Ecco la lista dei prodotti di stagione per il prossimo mese di aprile:
ASPARAGI
BIETOLE
BROCCOLI
CARCIOFI
CAROTE
CAVOLFIORE
CICORIA
CIPOLLA
LATTUGA
PATATA
RADICCHIO
RUCOLA
SEDANO
SPINACI

ARANCIA
FRAGOLE
KIWI
LIMONE
NESPOLE
PERA

domenica 2 novembre 2014

La ballata delle stagioni


Quando abiti in città e vi trascorri anche tutto il tempo libero, ti accorgi del passare delle stagioni quando è l'ora di cambiare il guardaroba e sostituire le magliette di cotone con i maglioncini a collo alto!
Concedersi anche brevi incursioni nella natura, anche una passeggiata al parco e ci si può accorgere della "ballata delle stagioni": i profumi e i colori cambiano.   


Novembre è ancora passeggiare nella campagna per scoprire come cambiano i colori: il verde schiarito dal sole estivo lascia il posto al marrone, al porpora e al vinaccia.  

L'arancio delle bacche spunta tra gli arbusti bruniti.
E le foglie secche crepitano sotto i piedi .
Sono dettagli preziosi di un giorno di autunno.
Buon novembre!

A presto con le pratiche di quotidiana semplicità di novembre...e se vi siete persi ottobre leggete questo post.

Letizia

martedì 14 ottobre 2014

Il guardaroba perfetto: parte 1 DECLUTTERING


L'autunno significa per me organizzare, ripartire, fare ordine.
Negli ultimi tempi mi sono ritrovata spesso ad essere schiava degli oggetti: tenerli in ordine, pulirli...
Da poco ho iniziato ad intuire l'assurdità di questo modo di rapportarsi con le cose: mi piace l'ordine e l'essenzialità, la pulizia, ma voglio con forza che lo cose che possiedo mi aiutino nella quotidianità, non che io sia utile a loro!
Ho scelto il guardaroba come punto di partenza per il mio decluttering (liberarsi dell'inutile, del superfluo, fare pulizia).
Ho agito in 4 Step:
  1. fare spazio regalando e donando tutto ciò che non è più nella mia taglia o che non indosso da almeno tre anni.Questo permette di non avere i vestiti ammassati gli uni agli altri, ma di poterli disporre bene in vista (spesso si finisce per non indossare ciò che non si trova...avete presente la mattina e l'orario dell'entrata a scuola da rispettare?)
  2. Raggruppo gli indumenti per categorie (le magliette con le magliette, i pantaloni con i pantaloni e così via) e se sono in vena di precisione, anche per colore (questo accorgimento fa diminuire notevolmente il tempo di ricerca la mattina, vedi sopra)
  3. scegliere un unico tipo di grucce: le più belle e che fanno risaltare gli indumenti sono bianche, oppure di legno (si trovano per esempio da IKEA): io riciclo le grucce nere che i negozi danno insieme all'indumento acquistato.   
  4. per ogni indumento utilizzo una gruccia: infatti se si appoggiano più vestiti insieme è poi difficile trovarli quando si ha fretta. Al massimo sovrappongo due indumenti dello stesso genere, ad esempio, due paia di jeans, due cardigan dello stesso colore o gradazione e così via.
E' un'operazione di riorganizzazione che faccio già da un pò di tempo, per cui in realtà non ho molti indumenti da riordinare. Ho scoperto con meraviglia che con un guardaroba essenziale è più facile vestirsi tutti i giorni e si diventa anche più creativi negli abbinamenti. Tuttavia, figlia dell'era del consumismo, riesco sempre a trovare ogni anno nell'armadio un capo inadeguato di cui dovermi liberare.
Un guardaroba in ordine e bel organizzato può davvero facilitarvi la vita...

Dal backstage del post:
scatola IKEA
collana vintage (della mamma)
decollete Primadonna acquistate a metà prezzo ai saldi estivi 

Fonti per questo post:
Le lezioni di Madame Chic di Jennifer L.Scott
La Parigina Guida allo chic di Ines de la Fressange

Per qualche altra dritta leggi qui
  Letizia





sabato 27 settembre 2014

A caccia di tempo....per noi stesse

Il tempo è una convenzione inventata dall'uomo: le ore i minuti, i giorni. Naturalmente non possiamo sfuggire allo scandire delle nostre giornate in termini di orari da rispettare, ma si può anche acquisire una dimensione del tempo alternativa: il tempo per noi.
Fino a qualche anno fa, pensavo che prendermi del tempo semplicemente per riordinare le idee, creare, progettare, fosse un pò tempo rubato ad altro, in sostanza tempo rubato al fare.
Poi ho capito l'importanza di concedermi un'ora al giorno tutta per me, del tempo sacro per creare: non sono una artista, non dipingo nè realizzo opere d'arte, ma è grazie al tempo che mi sono regalata che è nata l'idea del blog, mi sono appassionata alla cucina e ho creato il mio "libro blu delle ricette", ho capito quanto è bello fotografare gli oggetti e aspettare la luce giusta. Non nego che c'è voluto del tempo per capirne la reale importanza. E' anche grazie a questo tempo che ho imparato a dare il mio ritmo alle giornate anzichè subirlo, cercando un equilibrio tra il tempo scandito (regole e orari da rispettare come kit di sopravvivenza nella giungla quotidiana) e il mio tempo.   
Spesso utilizzo l' "ora d'aria" per leggere e rileggere i miei libri guida ( su cui vorrei presto fare un post per condividere con altri il piacere che ogni volta mi regalano).      
Oggi, se vi và, conquistate un pò del vostro tempo.

Letizia

domenica 21 settembre 2014

Fiori, colori e due chiacchiere sulla "questione" smalto per le unghie...


Lo smalto per le unghie: ho molti dubbi al riguardo. 
Se ne trovano di ogni colore, dal supermercato agli scaffali dei grandi mahazzini a prezzi bassissimi...ma dentro cosa contengono? Sicuramente formaldeide...sostanza non proprio salutare. Per questo non applicherei mai dello smalto ad una bambina, a meno che non fossi assolutamente sicura della composizione "formaldeide free".
Tuttavia questa estate non ho acquistato smalti specifici, privi delle sostanze in qualche modo "sospette", perchè ho ricevute questi due colori in regalo ed ho quindi applicatola semplice regola made in Nespole e Giuggiole, ovvero il buon senso, utilizzandoli poco e per il tempo strettamente necessario,lasciando respirare le unghie tra una applicazione e l'altra.
Ma il mio proposito da ora in avanti è acquistare solo smalti sicuri.
E per ribadire che la natura ha sempre ragione, guardate i meravigliosi colori di questi fiori.

Letizia



mercoledì 26 febbraio 2014

Strategie di benessere: al vivaio...

Quando sono giù e ho bisogno di scaricarmi o di pensare cammino ( camminare è come meditare ): se sono stanca per camminare vado in un vivaio.
A me girovagare tra le piante rilassa. Ho scelto un vivaio pieno di rose a primavera e di splendide piante color porpora d'autunno.
Scelgo tra tutte una pianta grassa (di quelle piccine da far crescere) e che costano meno di 2 euro!
Un consiglio: quando si è tristi, o contrariati, o semplicemente malinconici, non rifugiatevi nei centri commerciali o tra le vetrine del centro: la spensieratezza dello shopping sfrenato dura poco! Scarpe accessori e vestiti vanno comprati quando si è allegri: allora sì che si sceglieranno cose adatte a noi ed è un vero divertimento!
Andate in un vivaio...il più bello della città. Tornate a casa con la pianta scelta, cercate nel vostro appartamento un angolo per lei. Versatevi del vino rosso nel più bel bicchiere che avete, ascoltate musica e vedrete che senza accorgervene il cattivo umore se ne sta andando, senza aver speso praticamente un euro.
PS: le piante grasse risultano uno splendore in vasi bianchi, azzurro polvere o verde acqua...
Letizia    


domenica 16 febbraio 2014

Camminare è come meditare



Camminare è come meditare.
Uscire anche se fa freddo ma c'è il sole.
Sentire i piedi, le gambe, non come i mezzi che ci fanno spostare in qua e là tutto il giorno, ma come parti del nostro corpo.
Il sudore...diverso da quello freddo che ti corre giù per la schiena in certi momenti di tensione nelle alienanti giornate di lavoro (lode a chi fà il lavoro dei suoi sogni, esseri sovrannaturali che hanno la mia estasiata ammirazione).
Musica nelle orecchie, occhi nel sole e confusione nei capelli.
Camminare è come meditare, si scoprono parti di sè, la tensione rimane sotto i talloni, traccia nei sassi sulla strada.
Se non vi sentite voi, scappate dalla televisione, scappate dai negozi, dai centri commerciali, scappate e camminate sotto gli alberi, lungo un fiume, al parco...scappate e camminate.
Titta