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lunedì 20 febbraio 2017

Ricetta del pesto di cavolo nero

Ricetta del pesto di cavolo nero: pesto si fa per dire...
Sì perché in realtà mica utilizzo il mortaio: ho il mio alleato di sempre...il frullatore ad immersione, quindi lo chiamo pesto di cavolo nero per dargli una sua dignità ma il realtà è una crema, una vellutata e saporita crema invernale, che dona alla pasta di tutti giorni un tono sano e anche un po' alla moda, perché tutti conoscono il pesto di basilico, ma quello di cavolo nero sa un po' di nicchia culinaria. 

che un pò di paesaggio toscano non fa mai male ... 
Lo ha anche utilizzato Alessandro Frassica ideatore di Ino, un imperdibile locale di Firenze, dove potrete gustare veri e propri panini gourmet.
In giro per il capoluogo fiorentino fermatevi in Via dei Georgofili, a due passi da Ponte Vecchio, da Piazza della Signoria e dalla Galleria degli Uffizi, e gustatevi una delle sue delizie.


Ecco cosa ci occorre per il pesto di cavolo nero
1 mazzetto di cavolo nero
olio extra vergine di oliva q.b. ad ottenere la cremosità
50 gr di mandorle tenute in ammollo per circa 1 ora ( questa procedura può anche essere omessa, ma le rende più digeribili)
50-60 gr di parmigiano o pecorino toscano (per la versione VEG sostituirlo con due tre cucchiai di pangrattato insaporito in padella con olio e aglio).

In realtà queste sono dosi di massima: piano piano imparerete a farlo “a occhio”.

Ed ora come procedere per realizzare il pesto di cavolo nero
Pulite accuratamente le foglie di cavolo nero e togliete la costa centrale, che potrete poi utilizzare per un minestrone di verdure. Sbollentate le foglie di cavolo in acqua salata per circa 10 minuti, scolatele e fatele raffreddare. A questo punti frullate tutti gli ingredienti, comprese le foglie di cavolo sbollentate, in un mixer o con il frullatore ad immersione. Se non volete utilizzare troppo olio potete anche aggiungere un po' di acqua calda per dare cremosità. Assaggiare e regolare di sale e pepe. La crema così ottenuta può essere utilizzata per condire della pasta integrale. E' un procedimento che si affina di volta in volta: se desiderate sentire più il sentore di cavolo o delle mandorle, calibrerete gli in gredienti di conseguenza.


E poi alcune idee su come utilizzare il pesto di cavolo nero
Alessandro Frassica nel suo panino gourmet Prendimi lo utilizza come base da spalmare su del pane di segale, aggiungendo poi una fetta di pecorino fresco toscano.
Da utilizzare per impreziosire una pizza margherita con mozzarella e scamorza.
Ma anche come antipasto da spalmare su del pane integrale tostato con una fettina di burrata e mandorle a lamelle. Servite con un filo do olio a crudo e una spolverata di pepe nero.

In una unica ricetta, tante possibilità di portare in tavola nuove idee al motto di poca spesa tanta resa...

E voi conoscete altri modi di utilizzare il pesto di cavolo nero?

Letizia

sabato 11 febbraio 2017

Ricetta zuppa di pane toscana: tutti i colori dell'inverno in un piatto

Ho l'abitudine di guardare la natura. Ogni giorno mi appassiono all'avvicendarsi dei vari colori e all'avanzamento delle stagioni, con la stessa passione con cui seguo gli intrighi di House of Cards e le cattiverie di Franck Underwood. D'inverno mi perdo nei rami spogli degli alberi e nel contrasto di colori con il cielo terso, sapete quel cielo di certe gelide giornate di sole. A primavera mi entusiasmo per un bocciolo e per le macchie di colore nel prato del giardino pubblico sotto casa. L'estate è il giallo ocra dei campi arsi dal sole . L'autunno, tavolozza di colori dall'arancio al viola.


Che ad aprile, nel Chianti, mi trovo a dire "vabbè la campagna a primavera è unica” e poi d'agosto in Maremma “che colori vorrei stare qui per sempre” e a settembre “ l'autunno è la mia stagione preferita” e a dicembre “queste colline così spoglie sono di un poetico...”.


Nella zuppa di pane, detta anche ribollita, io ci ritrovo i colori della campagna toscana d'inverno. Un leggero arancione, il verde pallido della verza, il verde scuro del cavolo nero, e tutto avvolto nell'abbraccio della crema di fagioli, come una sottile nebbia che avvolge le colline.
Cucinare con il pane dà grandi soddisfazioni: mi fa sentire elegantemente frugale, mi riporta indietro nel tempo, quando il mio nonno minatore, consumava davanti alla stufa a legna la colazione preparata dalla nonna, una fetta di pane spessa due dita da inzuppare nella tazza colma di caffè latte caldo e io, piccolina, condividevo questo momento immergendo la mia fetta e gustandomi quel sapore così grezzo ed autentico.
Ancora oggi, talvolta, ripeto questo rituale, ma non tanto spesso perché mi riempie di nostalgia.


La Zuppa di Pane Toscana Ribollita
Gli ingredienti che ci serviranno: per 6 persone
300 gr di cannellini
2 mazzi di cavolo nero
¼ di verza
2 mazzetti di bietola
2 patate
2 carote
2 gambi di sedano 2 cipolle
1 cucchiaio di conserva di pomodoro
6 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe
300 gr di pane raffermo
E ora mettiamoci ai fornelli.
  • Sciacquare i fagioli cannellini, dopo averli lasciati in ammollo per una notte e immergerli in due litri di acqua fredda, portarli a bollore, coprire e continuare la cottura a fuoco basso per due ore circa . Se volete abbreviare i tempi potete utilizzare dei fagioli cannellini già cotti: preferite quelli conservati in barattoli di vetro, perché il vetro è un materiale più sano rispetto ad altri e si ricicla più facilmente.
  • Tritare la cipolla e farla rosolare in una grossa pentola con l'olio extravergine di oliva ed unire la conserva diluita in un bicchiere di acqua calda.
  • Aggiungere carote e sedano a fettine e le patate sbucciate e tagliate grossolanamente.
  • Versare sulle verdure dopo qualche minuto un litro di acqua e il brodo di cottura dei fagioli con 2/3 dei cannellini frullati. Lasciate il resto dei cannellini non frullati, ci serviranno più avanti.
  • Tagliare a strisce la verza, le bietole e il cavolo nero, unire alla zuppa e cuocere per 1 ora.
  • Aggiungere alla zuppa i fagioli rimasti interi salare pepare e cuocere per altri 10 minuti.
  • Tagliare a fette il pane e la cipolla rimasta a rondelle
  • Porre sul fondo della zuppiera il pane a fette, poi la zuppa, le cipolle a rondelle, formando due o tre strati alternandoli.
  • Fra uno strato e l'altro condire con un filo di olio.
  • Lasciare riposare la zuppa di pane per 10 minuti prima di servirla

Come servire
La Zuppa di Pane o Ribollita che dir si voglia, va servita direttamente nella zuppiera accompagnata da olio extravergine di oliva delle colline toscane e del pepe in grani da macinare direttamente sulla zuppa. Ciò che avanza si ribolle il giorno dopo aggiungendo del brodo: da qui il nome Ribollita, perché riscaldata e impreziosita con la cipollina fresca, è ancora più buona e saporita.

Se come me adorate cucinare con il pane potete trovare altre indicazioni in questo post del mio blog
Se amate rispettare le tradizioni e studiare approfonditamente la cucina toscana, leggete i libri di cucina di Paolo Petroni, una vera e propria bibbia.
Inoltre ci tengo a ringraziare Giulia Scarpaleggia del blog Juls Kitchen  per tutte le preziose informazioni avute durante l'ultimo corso di food writer e che ho cercato di metter a frutto in questo mio primo post del 2017.


Fatemi sapere se la ricetta funziona.
  





lunedì 23 novembre 2015

Pesto di semi di zucca, prezzemolo e basilico (le ultime foglie della mia piantina)




Ingredienti
Una manciata di semi di zucca
2 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di parmigiano
un mazzetto di prezzemolo
una decina di foglie di basilico
un pizzico di sale
un cucchiaino di aceto balsamico
olio q.b. a rendere l'impasto cremoso.

Procedimento: tutto nel frullatore o mixer fino ad ottenere una crema densa ma abbastanza omogenea.
Si può sostiture il pangrattato con del pecorino e aggiungere se piace una acciuga oppure qualche cappero.


Approfitto di questo post per parlare del mio modo di "bloggare": e la necessità viene da una riflessione che si sta facendo largo tra i blogger americani e del nord d'europa riconoscibile dallo slogan "Social Life/Real Life". Sono reali le suggestioni di vita quotidiana che arrivano da certi blog? 
Premetto che la mia vita è cambiata da quando ho scoperto il mondo dei blog: ricette viaggi, vite, storie da scoprire, suggestioni di vita (quasi) vere da tutto il mondo. Influenze scandinave, tedesche, francesi, sudamericane...
Pochi i blog italiani che mi appassionano davvero, la maggior parte sono blog di cucina.
Tuttavia quello che ho notato da subito, è stata la perfezione delle foto, degli allestimenti: vite perfette, quasi dimostrative del tipo "guardate un pò come sono bravo..."
Questo tipo di blog, pure stilisticamente bellissimi, curati, espressione di grande attenzione ai dettagli, mi ha sempre messo un pò a disagio, quasi un senso di inadeguatezza, tipo quella che i pubblicitari vogliono provocare in noi di fronte ad acquisto (bè se non hai questo o quello oggetto non sei nessuno.... oppure "costa SOLO 300 euro" ovverossia un terzo dello stipendio di milioni di persone...).
L'ho vissuto come un limite all'inizio, questo perfezionismo: è vero il cibo deve essere ben fotografato per essere appetibile, con questo sono d'accordo. Tuttavia per lungo tempo è stato un limite per me e per le mie foto non ritoccate, per le luci non sempre giuste.
Tuttavia negli ultimi tempi si è sviluppata una nuova corrente di blogger che evidenziano, con le imperfezioni, la verità dei contenuti che esprimono, tanto che a confronto i blog iperperfezionisti iniziano ad apparire asettici e impersonali. Ne sono felice, mi sento più a mio agio.
Quando pubblico un post nel mio blog penso sempre al fatto che un giorno possa mai vergognarmi di quello che ho scritto, per l'eccessiva superficialità, soprattutto in questi giorni i in cui siamo chiamati a profonde riflessioni.
Le ragioni che mi spingono a portare avanti il mio blog sono del tutto egoistiche: è uno strumento che mi obbliga ad essere creativa, perchè ho seppellito la mia creatività sotto una coltre di regole e doveri per lungo tempo. Per questo non ho scopi dimostrativi, non mostro solo la parte più bella di me. Nel mio blog non troverete foto spaziali, luci o effetti speciali. Fare foto è uno sforzo creativo ma deve catturare per quanto possibile un momento e una luce reali. La mia tendenza a rimuginare sui fatti e sulle persone, sui loro comportamenti, sulla mia vita e su come vorrei che fosse, è stemperata dalla ricerca di una ricetta, dalla voglia di condividere le mie scoperte su come risparmiare, o condurre una vita piena ma non consumistica.
Questo è il mio blog.        
 Letizia 

mercoledì 18 novembre 2015

Fusilli integrali al pesto di barbabietola

Utilizzare il pesto per condire la pasta ha molti vantaggi: spesso è sufficiente inserire tutti gli ingredienti nel mixer ed in due minuti si ottiene del condimento per la pasta, da spalmare anche sul pane fresco se si preferisce, o da gustare insieme a del formaggio o a delle verdure crude. E' un modo per far mangiare la verdura ai bambini senza che se ne accorgano, oltre che un modo per aumentare il consumo di semi oleosi ( pinoli, noci, mandorle, pistacchi, semi di zucca...).   


Avevo già preparato questa salsa per il cenone del 31 dicembre 2014, quasi un anno fà (leggi il post).
Questa volta ho apportato alcune varianti e utilizzato la salsa per condire dei fusilli integrali.
Ecco il procedimento per il pesto di Barbabietola:
frullare nel mixer 200 gr di barbabietola precotta, 100 gr di ceci cotti, il succo di mezzo limone, mezzo spicchio di aglio, mezzo cucciaino di curry, olio di oliva sufficiente a dare consistenza.
Se vuoi avere altre idee su come condire velocemente la pasta, o avere una salsa sempre pronta da spalmare leggi:
pesto pecorino e mandorle
il pesto in 5 modi diversi


Letizia

martedì 20 ottobre 2015

Le Bietole e il primo vero minestrone d'autunno

Le Bietole, in autunno regine dell'orto.    

Come cucinarle?
La prima cosa che mi viene voglia di preparare è un minestrone, di quelli veri, sostanziosi, di verdure e legumi. Prepararlo è semplice:
fare un trito di prezzemolo, mezzo sedano, mezza cipolla, una carota.
Far rosolare in 4-5 cucchiai di olio extra vergine di oliva.
Appena si colora e si inizia a sentire il profumo del soffritto, aggiungere le verdure tagliate a pezzi (non troppo grandi altrimenti la cottura si allunga): le bietole ben lavate, una-due carote, un sedano, tre/quattro patate medie e un barattolo di fagioli già cotti (io li preparo una volta a settimana tenendoli a mollo una notte e poi cotti in pentola a pressione. Una volta pronti li cogelo in porzioni corrispondenti ad un barattolo). Si possono utilizzare anche i fagioli già pronti che si trovano al supermercato: anche io ne tengo una scorta in casa per le cene dell'ultimo minuto. In questo caso scelgo di solito le confezioni in vetro: è forse una mia idea, ma penso che si conservino meglio e, in ogni caso, il barattolo può essere riutilizzato per conservare altri prodotti.    
Aggiungere acqua calda fino a coprire di poco le verdure.
    

Ora, tanto per essere chiari, non sto ad insegnarvi io come si cucina il minestrone (ho descritto ingredienti e procedimento più per dovere di cronaca). Avrete certamente la vostra ricetta di famiglia, o in caso contrario non avrete problemi a trovare in rete ricette stellate e dei migliori food bloggers.
Quello che posso dirvi io, è che preparare un minestrone può diventare un esercizio di meditazione, come in generale può diventarlo il cucinare i cibi.
Tagliare le verdure, sentirne la consistenza e il profumo, osservare i colori, le venature. Soffermarsi su ogni minuscolo dettaglio. E' uno sforzo, l'unico che vi fa stare nel presente, perchè è solo in questo modo che i pensieri si fermano, la mente cessa il suo continuo chiacchiericcio. Provate...

Il soffritto è pronto quando la cucina si riempie di profumo: è il tempo di versare in pentola le verdure e lasciare che si insaporiscano. Ci vuole tempo: il minestrone, quello buono, ha una cottura piuttosto lenta...

Un altro modo per cucinare le bietole è sostituirle agli spinaci nella ricetta dei brutti ma buoni, oppure scottarle in olio di oliva e aglio e condirle poi, una volta tiepide, con una spruzzata di limone.

Letizia

domenica 4 ottobre 2015

Taccole fagiolini e zucchine...il primo minestrone d'autunno

L'autunno è appena iniziato: sò che sono controcorrente, ma più passa il tempo e più non amo l'estate.
Soprattutto quest'anno. Non avendo scampo dal grande caldo è stato per me un periodo di immobilismo, di volere ma non poter fare quasi niente.
Con l'autunno ritornano progetti e voglia di fare, creare e sognare.
Si può finalmente accendere il forno, preparare le torte per la colazione, la pizza il sabato sera con gli amici ed anche dei bei minestroni caldi, le zuppe di legumi, le creme di zucca. 


Questo è il primo minestrone autunnale: in realtà ha dentro ha anche un pò di estate: taccole, fagiolini e basilico sono i sapori che l'estate regala all'autunno che inizia.
Se fuori piove, fa buio presto, prepariamo un minestrone, versiamolo in una ciotola, accoccoliamoci sul divano, godiamoci il senso di coccole e di calore.
Procedimento:
in una pentola capiente versare abbondante olio di oliva da coprire il fondo: far soffriggere mezzo porro. Aggiungere le taccole, i fagiolini, basilico timo e maggiorana (sono le erbe aromatiche che ho sul balcone), due o tre patate.Salare e coprire poi con acqua calda in modo che tutte le verdure siano in ammollo ma non oltre altrimenti il minestrone sarà troppo liquido. Tuttavia se accadesse, basta togliere il brodo vegetale in eccesso e riutilizzarlo per cucinare i risotti di verdure (potete anche conservarlo nel freezer). 
Preparare il minestrone può trasformarsi in un esperimento di meditazione: osservare le verdure in ogni dettaglio, sentire i profumi, prestare attenzione ad ogni nostro movimento. Qui e ora. (leggi il post il minestrone meditativo).  
Letizia

martedì 22 settembre 2015

5 Pesti diversi: dal lunedì al venerdì 5 modi velocissimi per condire la pasta



Organizziamoci in cucina: 5 pesti per 5 pasti
Questa lunga estate ci ha costretto a cucinare senza forno e fornelli. A parte mozzarella, tonno, insalate varie...rinunciare completamente alla pasta non si può. Cioè a me farebbe un gran bene, ma detto questo, non ci rinuncio lo stesso.
Quindi, in piena estate, ho potuto sopportare un fornello acceso per far cuocere la pasta (circa 20/30 minuti tra farla bollire e scolare) ma niente altro: quindi in mio soccorso sono arrivano i PESTI.
Anche se l'aria settembrina si è fatta più fresca e ho riacceso il forno per torte e focacce, il pesto è una soluzione perfetta per la ripresa della routine quotidiana, perchè il pranzo ( o la cena) si prepara in meno di mezz'ora: pasta al pesto e una insalata. Oltre alla versione classica con basilico e pinoli (come ho spiegato in un precedente post involtini di zucchine al pesto io ho sostituito i pinoli con le mandorle perchè costano meno)...si posso inventare almeno altre 5 varianti. Vediamo...
PESTO TRAPANESE
frullare insieme 250gr di pomodori ciliegino,50 gr di mandorle spellate,un mazzetto di basilico olio q.b.( se piace si può aggiungere mezzo spicchio di aglio).
PESTO DI PISTACCHI
frullare insieme 100 gr di pistacchi,100 gr di noci,1 mazzetto di basilico olio q.b., parmigiano
PESTO DI LATTUGA
frullare insieme 4/5 foglie di lattuga, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, una fetta di pecorino, 4 pomodori secchi  e 4 cucchiai di olio di oliva
PESTO SICILIANO
frullare insieme una manciata di mandorle, pomodorini ciliegia,acciughe (1 o 2 massimo), un cucchiaino di uva passa, un cucchiaino di capperi, olio q.b.
PESTO AI PEPERONI frullare insieme mandorle, prezzemolo, olio e 1 peperone giallo tagliato a tocchetti e precedentemente passato velocemente in padella con olio ( se piace aggiungere anche metà spicchio di aglio)

Se poi iniziamo a fidarci di noi stessi anche in cucina, basta cambiare gli ingredienti che escono tante varianti di pesto (zucchine e pistacchi per esempio, oppure noci prezzemolo e parmigiano...). Si conservano in barattoli di vetro, in frigo non più di due tre giorni. Si possono anche preparare e conservare nel freezer, scongelandoli ad uno ad uno, per avere ogni giorno una pasta saporita e sana.
In inverno potremo poi pensare ad altri pesti con le verdure invernali (cavolo nero, barbabietola, broccoli, cavolfiore).

In ogni ricetta sono presenti i semi oleosi ricchi di elementi nutritivi, per cui sarà sufficiente far seguire la pasta da una insalata fresca, un buon bicchiere di vino.
Il pesto e le sue varianti hanno origini antiche, nella grandiosa tradizione culinaria italiana, quella vera e autentica delle famiglie ed in fondo il nuovo deriva sempre da saperi passati.


Consigli di lettura per ragazze eleganti:
"L'eleganza dell'anima. Le regole dell'armonia interiore ed esteriore" di Emiko Katò 

lunedì 7 settembre 2015

Mangiamo con meno di cinque euro...quando meno fa rima con meglio

In 15 minuti precisi si preparano i lunghetti (la ricetta è della mia nonna) semplice pasta fatta in casa tipicamente Toscana di farina e acqua. Le proporzioni della ricetta originaria sono : 1 Kg di farina per un bicchiere di acqua fredda e un pizzico di sale. Io ho utilizzato solo 300 gr di farina ed ho diminuito quindi la quantità di acqua. L'importante è prenderci la mano, che poi si impasta acqua e farina senza neanche pesare gli ingredienti.
 Si impasta fino a formare una palla elastica non appiccicosa. Poi se ne prende la dose di una noce e si strofina fra le mani a formare un cilindro semiaperto. E via così.
Cuociono in acqua salata pochi minuti.
Con il sugo di carne "la morte sua": io li ho conditi con del semplice sugo di pomodoro al basilico.    


Si prepara una tempura leggerissima con:
150 gr farina di riso ( per una pastella più leggera ma va benissimo anche della farina di grano)
80 ml di birra chiara o acqua gassata (la ricetta prevede 100 ml ma forse il composto risulta troppo liquido, consiglio di fare un dei tentativi e versare il liquido un pò per volta per verificare la consistenza).
Si friggono le foglie di salvia (che d'estate se ne trovano di grandi) e i pomodori in abbondante olio.
Pane fresco, una insalata di cetrioli aromatizzati all'origano. 

Il titolo del mio post è certamente accattivante. Non sono stata  a fare il conto preciso del costo del pranzo per 4 persone con calcolatrice alla mano, ma di sicuro il costo non si discosta più di tanto dai 5 euro e di certo, vi assicuro al di sotto dei 10.  

Ricordiamoci sempre che anche nel cibo Meno fa rima con meglio.

Per la sostenibilità:
non gettiamo l'olio della frittura nel lavello andrà a finire giù nelle tubature ingrassando gli scarichi e inquinando. In ogni città ci sono punti per la raccolta dell'olio usato. Raccogliamo i vari oli da cucina ( di frittura, dei sott'oli del tonno e altro) in barattoli di vetro e una volta al mese consegnamoli nei punti di raccolta o nelle isole ecologiche comunali. Facciamolo.  
Letizia  

martedì 4 agosto 2015

Di lunedi...lovely panzanella, pantaloni relax e i bisogni inascoltati


Immancabile d'estate.
E' un piatto ormai conosciutissimo anche all'estero così facile da preparare, fresco, insomma ha tutte le buone qualità.
Procedimento
Avevo tre etti circa di pane raffermo e li ho bagnati con tre bicchieri di acqua e un cucchiaio di aceto. Quando il pane diventa morbido va strizzato bene altrimenti la panzanella risulterà "annacquata". Si tagliano i pomodori a piccoli cubetti si sala e si condisce bene con l'olio di oliva. Poi in frigo ad insaporirsi.
Altre varianti
Si può aggiungere (anzi si deve!) della cipolla o anche dei cetrioli.
La mia mamma la rende sostanziosa con l'uovo sodo.
In alcune ricette, sempre toscane, ho trovato l'aggiunta delle acciughe sott'olio.

Di lunedì, due chiacchiere sulla moda: lo star comodi è un mio bisogno, innato, da sempre a cui per tanto tempo non ho dato ascolto. In nome della moda, in nome del mostrare gli sforzi di una dieta insensata, in nome di voler prima sembrare, solo poi essere. Così come ho perso nel tempo l'accudimento di tanti miei bisogni, delle mie necessità, di alcuni sani egoismi, di progetti realizzabili e non, così passo passo, come un bambino che deve imparare a camminare o come un malato dopo una lunga convalescenza, ora torno a parlare e sentire di me. 
Gli abiti che si indossano: ho da sempre una passione per la moda, non nel suo aspetto della creazione di modelli o della realizzazione di stampe e tessuti, quanto del mettere insieme certi colori, nell'accostare materiali, nel riconoscere il classico che non passerà mai di moda e l'eccentrico che darà personalità in ogni occasione. Nella mia consapevolezza che con meno si può avere di più, sto gradualmente riducendo il mio guardaroba (non prima di aver fatto compiere ad ogni capo la sua storia, indossandolo fino all'usura o donandolo a chi potrà dargli nuova vita). Quest'anno la mia valigia dell'estate è davvero essenziale. I pantaloni rilassati (così li ha definiti il settimanale Vanity Fair in un recente servizio), sono comodi, che io comoda mi sento a mio agio. Che non faccio e non farò mai più una dieta in vita mia, che ingrasserò quando avrò più fame e dimagrirò se mai avrò meno appetito. I pantaloni rilassati sono per intenderci quelli con l'elastico in vita, di stoffa fluida, con le tasche e morbidi sui fianchi: quest'anno se ne trovano di ogni colore e fantasia (occhio alla fantasia...). Con una camicia ultraleggera e sandali gioiello rasoterra  (mai con le zeppe vi prego!) per la città, con una blusa sciolta colorata e semplici zoccoli con mezzo tacco, in vacanza (mai con le zeppe vi prego!).

Nota food
Non farò mai più una dieta: ho solo aumentato l'uso di cereali integrali al posto dei cairbodrati raffinati. Che si traduce in: farro, orzo, quinoa, avena, grano, miglio, cous cous, bulgur a vantaggio della pasta raffinata. Ecco alcune mie ricette:


venerdì 31 luglio 2015

Summer Brunch: protagonisti farro ai ceci e limone, piadina alla curcuma


E' bello quando al mare piove: brevi acquazzoni che rinfrescano l'aria .
Guardo la pioggia a finestra spalancata, che se allungo una mano potrei toccare la pineta per quanto è vicina. Poi smette di piovere e un pò mi rattristo, avrei voluto che durasse di più.Sono contraddittoria e sto bene nei contrari: mi piace avere le mani in pasta e stare tra i fornelli durante un acquazzone estivo...una mantella di lana sulle spalle, un caffè bollente a prender il sole in terrazza in pieno gennaio.
Così è uscito questo brunch, pensando di non poter scendere in spiaggia e ipotizzando una giornata di pioggia. Il sole è tornato, il pranzo è pronto, un pò in piedi un pò seduti, fuori dagli schemi e dagli orari cittadini. Una fetta di melone, due chicchi di uva, un caffè....afferro la borsa di tela, sono già in bici giù per la discesa incontro ad un altro tramonto di questo fine luglio.   


Farro ai ceci e limone
Ho cotto il farro seguendo la stessa tecnica che utilizzo per il riso: un bicchiere di farro in due bicchieri di acqua (io ho utilizzato due bicchieri di farro in quattro di acqua). Ho salato dopo 10 minuti dall'inizio della cottura.Il farro è pronto quando l'acqua si è completamente assorbita. Lì per lì potrà sembrarvi non ancora perfettamente cotto. Lasciatelo a freddare nella pentola per un aventina di minuti con il coperchio, finirà di cuocersi. Una volta raffreddato ho condito con olio di oliva, ceci lessi già pronti, una spruzzata di limone e carota grattugiata.


Piadina alla curcuma
Questo è stato un esperimento, più che altro per fare passare del tempo a mia figlia mentre stava piovendo. Due giorni fa abbiamo visitato un museo etrusco qui in maremma: avevano organizzato un laboratorio per bambini sul pane senza lievito che sembra cucinassero gli antichi. Ci siamo ispirate.
Al mare non ho la bilancia: abbiamo fatto tutto ad occhio.
In una ciotola versare della farina (circa uno,due etti) e unire l'acqua piano piano fino a formare una crema non troppo liquida (tipo una pastella da pancakes). Abbiamo salato, unito un cucchiaino di curcuma e un pò di origano. Scaldare una padella antiaderente con un filo di olio e versare un mestolino di pastella dandogli una forma circolare. Si accompagna con delle zucchine tagliate molto fini e passate in padella con olio e un battuto di prezzemolo, da amalgamare, una volta raffreddate, con uno o due cucchiai di ricotta. 


domenica 26 luglio 2015

Gnocchi di ricotta con strisce di melanzane e salsa al basilico

Questa ricetta me la sento mia. Nel senso che me la sono studiata, pensata, rielaborata. Tutto a partire dalla ricotta: ne avevo in frigo due vasetti in previsione di preparare un dolce per la colazione, ma il caldo mi ha scoraggiato...la punizione del forno acceso non me la merito!
Quindi ho pensato a degli gnocchi: ho impastato 150 gr di ricotta con circa 8-9 cucchiai di farina bio (in questi giorni non ho la bilancia...faccio a occhio, quindi con la farina è necessario regolarsi in base alla consistenza e morbidezza dell'impasto) un pizzico di sale.
L'impasto è risultato morbido ma non appiccicoso (se lo fosse stato avrei aggiunto più farina).
Ho diviso in quattro porzioni ed ho iniziato a formare dei cilindri facendo scorrere l'impasto sotto i palmi delle mani. Poi con un coltello ha tagliato il cilindro e posizionato gli gnocchi in un piatto cosparso di farina integrale.

Nel frattempo ho tagliato a strisce sottili mezza melanzana e messa in una padella a soffriggere con due cucchiai di olio di oliva e un pò di acqua. Ho tolto le melanzane dal fuoco dopo circa 15-20 minuti, croccanti ma non sbruciacchiate (altrimenti sono amare!).


In una ciotola ho emulsionato olio di oliva con un battuto di basilico ed un pizzico di sale.


Gli gnocchi si cuociono in acqua bollente salata: sono pronti in pochi minuti appena risalgono in superficie.
Dopo scolati li ho conditi con la salsa al basilico e con le strisce croccanti di melanzane.
Le quantità sono per due piatti abbondanti...la prossima volta dovrò raddoppiare le dosi perchè non abbiamo potuto fare il bis..        



sabato 4 luglio 2015

Farro peperoni e timo...confessioni di una cittadina pentita


Da sempre ho amato la città, il dinamismo, il movimento, la varietà di persone che intrecciano le loro vite. A venti anni Firenze era la mia fonte di ispirazione: per me, ragazza di provincia ma con la testa verso il mondo, era il luogo di massima ispirazione. Amo la mia città di provincia, che con due passi sei in campagna e con altri due in centro tra le vetrine dei negozi.
Parigi: lo stile cittadino per eccellenza (e per portare un pò di Parigi in Toscana ho uno scaffale della libreria dedicato al lifestyle parigino primo fra tutti La Parigina di Ines de la Fressange, che musa!).
Mi piace ancora la vita cittadina: la passeggiata il sabato mattina al mercato bio, l'aperitivo tra amici...ma allo stesso tempo è nata un'esigenza diversa, fatta di libertà, di voglia di un contatto con il silenzio e la natura sempre, di mattina, di sera al rientro da lavoro, il fine settimana. Ci si ritrova ad un tratto a pensare che le gionate in città trascorrono in modo strano: in inverno il cielo è blu, terso, l'aria è frizzante, ma rientrando nell'appartamento di città, questa bellezza sfugge e lascia il disagio che in quel giorno il sole non sia sorto per te.In estate il caldo costringe a chiuder le finestre, a spengere il forno che non si può nemmeno cucinare un dolce confort food.
In campagna si gode del sole anche in inverno: il ritmo delle giornate è scandito dalla luce. I bambini girano con il sole...
Nespole e Giuggiole va in campagna....per qualche settimana, per provare a seguire i ritmi della stagione.
Intanto direttamente dall'orto splendidi peperoni di verde brillante: li ho pensati in una insalata di farro con timo e basilico.


     Farro ai Peperoni Timo e Basilico
Semplicemente...far rosolare uno o due peperoni verdi (in base alla quantità di farro che si vuole cucinare) tagliati a strisce di un centimetro circa in padella con olio di oliva. Appena diventano croccanti toglierli dal fuoco salare e aggiungere due tre rametti di timo. Tagliare sottilmente una cipolla rossa e farla rosolare finchè diventa dorata in un'altra padella.
Cuocere il farro, scolarlo e farlo raffreddare. Unire i peperoni, la cipolla, olio di oliva, ancora timo se necessario e del basilico a tagliato strisce sottili. Et voilà.  

sabato 10 gennaio 2015

Brutti ma buoni...



Brutti ma buoni: anzi direi buonissimi. Un'altra idea facile e veloce per mettere insieme la cena o il pranzo veloce del week end. 
Per i brutti ma buoni utilizzo la ricotta (mezza vaschetta o una intera a seconda delle persone a tavola) mezzo o un sacchetto di spinaci surgelati (l'unica verdura che acquisto surgelata e scelgo Viviverde Coop), 1 uovo e formaggio parmigiano a piacere.
Dopo aver lessato gli spinaci in acqua salata, devono essere strizzati benissimo per togliere tutta l'acqua in eccesso altrimenti occorrerà troppa farina per far stare insieme l'impasto e i brutti ma buoni diventeranno duri.
Quindi spinaci ben strizzati da unire ad 1 uovo ,alla ricotta e al parmigiano. A questo punto è sufficiente prelevare con un cucchiaio il giusto quantitativo di impasto a passarlo nella farina dandoli un forma rotonda e un po' allungata.
In acqua bollente per il tempo che tornano a galla e sono pronti, da gustare con semplice olio d'oliva e parmigiano, oppure con una leggera salsa al pomodoro.

Letizia


domenica 19 ottobre 2014

Tagliatelle all'uovo al ragù: il piatto forte del fine settimana

Il fine settimana è il momento in cui mi ritrovo: libera dai rigidi orari e dall'inevitabile influenza negativa del lavoro(purtroppo non ho avuto la necessaria determinazione per trasformare le mie passioni in lavoro...ma c'è ancora tempo!) .
Il fine settimana mi piace onorarlo e celebrarlo, riempiendo le ore di cose belle, aria pulita, esperienze, incontri e buon cibo.
Ogni fine settimana, se non ho impegni che mi allontanano da casa, cucino un "piatto forte", di carattere e che sia protagonista della tavola.
Ho scelto le tagliatelle all'uovo con il sugo di carne...il ragù.  

Per le tagliatelle
250 gr di farina 00
250 gr di semola
4 uova
1 cucchiaino di olio
acqua fredda quanto basta a formare una pasta liscia ed omogenea (non deve essere troppo appiccicosa nè molle). Preparo la pasta unendo tutti gli ingedienti fino ad ottenere una palla liscia e morbida. La lascio riposare un pò. Poi procedo a stenderla (io uso la macchina per la sfoglia) e a tagliare le strisce (anche per questo utilizzo l'apposita macchina).

La ricetta del sugo di carne "ragù" è una ricetta di famiglia, non sò se corrisponde a quella originale ma....è originale di casa mia. E' facile, perchè riesce anche a me!
Ingredienti
400-500 gr carne macinata (se ne volete cucinare parecchio da poterne surgelare)
1 salsiccia (ma anche no!)
cipolla, sedano prezzemolo e carota per il soffritto
1 bicchiere di vino
passata di pomodoro (uno-due bicchieri a seconda del gradimento sul colore, più o meno rosso)
Procedimento
Preparare il trito e farlo soffriggere in una casseruola con abbondante olio di oliva.Dopo 5 minuti aggiungere la carne macinata e salare. Far rosolare per trenta minuti a fuoco basso. A questo punto aggiungere un bicchiere di vino. Quando è ritirato aggiungere uno o due bicchieri di passata di pomodoro.
Cuocere a fuoco basso per almeno un'ora o anche un pò di più

Nota: quando preparo il sugo di carne ne faccio abbastanza da poterlo surgelare in vasetti di vetro, in modo da avere una scorta per qualche settimana. Pare che l'eccessivo consumo di carne rossa non sia salutare e per certo sò che l'allevamento dei bovini è una delle maggiori cause di inquinamento. Per questo nella mia famiglia  se ne mangia con parsimonia. Quando cucino il ragù, nella settimana non mangiamo altra carne rossa.
Basta un pò di equilibrio...l'ingrediente che non deve mai mancare in tavola.
Sull'argomento puoi leggere anche  questo post

Letizia

venerdì 26 settembre 2014

Penne alla ricotta e briciole di mandorle

Non sono una cuoca, le mie ricette sono spesso improvvisate con gli ingredienti che ho a disposizione aprendo il frigo e la dispensa.
Spesso vado "a occhio" e rielaboro ricette di altri.
Non ricordo mai le grammature e devo sempre leggere la ricetta.
Pasticcio parecchio e non faccio piatti elaborati, nè riesco a cucinare quei piatti ad effetto sorpresa che incantano gli ospiti.
Ma amo cucinare, mi rilassa e mi da modo di controllare quello che si mangia in famiglia.
Per questo vi suggerisco di non prendermi alla lettera nelle mie ricette ( a parte alcune torte di cui vi potete assolutamente fidare!) ma di farvi semmai ispirare: mi piace più dare delle suggestioni che insegnare a cucinare.    
Per esempio la ricetta che propongo in questo post è semplice, veloce completa...ho preparato tutto a occhio..

In una padella ho messo un pò di olio due cucchiai di ricotta biologica un pò di latte e ho scaldato per qualche minuto finchè non è diventata una crema (ma non deve bruciare).
Ho cotto le penne (di grano italiano) e poi le ho saltate in padella con il sugo alal ricotta e una generosa grattugiata di parmigiano. Infine una spolverata di mandorle ridotte in briciole.
Per i grandi anche una spolverata di pepe nero in grani macinato.
E' un primo per tutti i giorni senza tante pretese, ma completo di carboidrati, proteine e grassi buoni.



Per il Table Setting:
tovagliolo in lino grezzo, un semplice piatto IKEA (ha più di 10 anni fa parte del mio primo servito che è ancora in ottime condizioni), timo fresco, mandorle, forchetta in argento acquistata al mercato dell'antiquariato di Arezzo, macinapepe in grani (ho anche quello per macinare il sale, immancabili per un tocco di eleganza in cucina).  
  
Letizia